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Tra decreti e leggi in discussione, cosa verrà approvato?

Gennaio: mese di fuoco per la maggioranza in Parlamento

Per Pdl e Lega importante un supporto anche in commissione

Gennaio: mese di fuoco per la maggioranza in Parlamento
07/01/2011, 09:01

ROMA - La settimana prossima inizierà l'attività legislativa in Parlamento , ma il 2011 si apre pieno di incognite per la maggioranza. Soprattutto perchè la maggioranza viaggia su due binari diversi: da una parte la Lega Nord che può tranquillamente permettersi di porre un ultimatum: o le leggi vengono approvate come dicono loro oppure si va alle elezioni. Tanto nel primo caso godrebbero della gloria riflessa del fatto che la legge suddetta viene magnificata davanti ai cittadini dalle TV e dai giornali, anche quando è una solenne porcata, come nel caso della legge Gelmini, per fare l'ultimo esempio. Nel secondo caso i sondaggi la danno comunque in crescita rispetto al 2008; di conseguenza ci sarebbe un guadagno di partito che li metterebbe in condizione di essere indispensabili in un prossimo governo di destra. E così il primo ostacolo è già il primo provvedimento serio, la conversione in legge del decreto Milleproroghe. In cui sono molte le istanze al Ministero dell'Economia ad allargare i cordoni della borsa per ripristinare i finanziamenti del 2010 in molti campi: il volontariato (-100 milioni al 5X1000, di fatto), l'editoria, l'università (a cui è stato tolto quasi mezzo miliardo, di cui oltre 100 milioni di borse di studio) e via elencando. Ma poi ci sono i decreti attuativi del federalismo, cavallo di battaglia della Lega, che andrebbero approvati in commissione entro il 23 gennaio; la mozione di sfiducia individuale contro il Ministro della Cultura Sandro Bondi per i crolli di Pompei (sulla quale comunque la Lega non è disposta ad impiccarsi); la mozione presentata da Fli sull'assenza del pluralismo in Rai. Per questo alla Camera continua la campagna acquisti della maggioranza, che cerca di trovare abbastanza deputati da altri schieramenti per creare un gruppo sussidiario che consenta - in base ai regolamenti della Camera - di modificare la composizione in Commissione e tornare ad avere la maggioranza, persa dopo l'addio di Fli. Al Senato invece - dove non c'è questa corsa all'acquisto, la maggioranza dei consensi in commissione il governo la acquista accontentando le richieste di singoli deputati. Per esempio, per il decreto Milleproroghe, è essenziale il passaggio in Commissione Affari Costituzionali, dove diventa decisivo il voto di Oskar Peterlini, deputato di Svp, un partito i cui componenti alla Camera hanno dimostrato di essere particolarmente sensibili a certi provvedimenti (vedi lo spezzettamento del Parco dello Stelvio, su richiesta di Svp, che porterà la provincia di Bolzano - dove l'Svp è la maggioranza - ad avere più potere sul parco ma nel medio e lungo periodo porterà ad una maggiore ingovernabilità del parco stesso). Quindi si tratta di vedere cosa altro offrirà il governo a quel partito.

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di Antonio Rispoli
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