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Zittiti studenti dell'Onda, all'esterno lancio di vernice

Gheddafi alla Sapienza tra fischi e scontri


Gheddafi alla Sapienza tra fischi e scontri
11/06/2009, 19:06

Si è concluso, non senza proteste, il discorso di Muammar Gheddafi nell’Aula magna della Sapienza di Roma. Al termine dell’intervento, dopo le domande di studenti e docenti, anche alcuni giovani del movimento di contestazione “l’Onda” hanno provato a parlare con il leader libico, ma con scarsi risultati: al primo tentativo sono stati rapidamente messi a tacere dal servizio d’ordine (il microfono della studentessa che faceva domande è stato spento), e più tardi, al termine della cerimonia, fischi e applausi hanno coperto le domande dell’Onda, mentre Gheddafi si congedava lanciando baci e ringraziamenti alla platea.

Silvana, la ragazza che si è vista spegnere il microfono, ha spiegato che non per tutti è stato possibile porre domande al leader libico, in quanto gli interventi erano già organizzati. “La nostra era una manifestazione pacifica, - ha aggiunto, - volevamo solo far sentire la nostra voce”. Ma le proteste contro Gheddafi non sono arrivate soltanto dal gruppo studentesco. Cercava risposte anche un signore che, nel tempo riservato alle domande, si è alzato urlando: “Ci sono gravi condizioni nelle carceri libiche, questo è incompatibile con quello che ha detto durante il suo intervento di poco fa”. Una questione che Gheddafi ha liquidato con poche parole: “Stimo moltissimo voi che avete sollevato il problema dei diritti”.

Fuori dall’Ateneo sono stati registrati numerosi scontri tra studenti e polizia. I ragazzi, per “ricordare il sangue versato dagli immigrati respinti” hanno lanciato secchi di vernice rossa e palloncini ripieni della stessa vernice verso gli agenti, che hanno risposto con una carica di alleggerimento. La protesta si riferisce al respingimento attuato dal governo nei confronti di alcuni gruppi di clandestini, riportati poi in Libia e consegnati alle autorità locali, verso un destino quantomeno incerto.

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di Nico Falco
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