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Dichiarazioni aggressive contro l'indipendenza delle toghe

Ghedini ed Alfano attaccano i magistrati: "Basta trattative"


Ghedini ed Alfano attaccano i magistrati: 'Basta trattative'
27/09/2010, 09:09

MILANO - Una vera batteria di fuoco contro i magistrati: questo può essere definito il palco della Festa della Libertà che si è tenuta ieri a Milano. Sopra infatti c'erano il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, l'avvocato penalista del Presidente del Consiglio Niccolò Ghedini, il Sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo (tra gli indagati dell'inchiesta sulla P3), Filippo Berselli - deputato del Pdl e Presidente della Commissione Giustizia al Senato - e Francesco Pionati, leader della Alleanza di Centro. E le dichierazioni rilasciate da Alfano sono una vera dichiarazione di guerra contro l'autonomia dei magistrati: "Un Berlusconi senza processi è il mio obiettivo e lo dico contro i miei stessi interessi perché non avrebbe più bisogno di un avvocato". Ed anche Ghedini ha attaccato frontalmente il Csm, accusando i magistrati di essere "l'unico potere che si autogiudica, sono fuori controllo". E poi ha concluso: "Basta trattative, Non è possibile che i magistrati non siano mai puniti per i loro errori. Berlusconi aveva ricevuto un avviso di garanzia nel '94 a Napoli e dieci anni dopo è stato assolto perché il fatto non sussiste (cosa vera solo parzialmente, dato che nella sentenza Mills la Cassazione afferma che quella sentenza è sbagliata e che Berlusconi sarebbe stato condannato se avessero saputo che Mills, testimone centrale per la posizione del premier, stava mentendo, come poi è stato dimostrato dal processo contro di lui, ndr). La stessa cosa è accaduta in questi giorni a Vittorio Emanuele".
Per questo si ritorna al vecchio refrain del Pubblico Ministero come avvocato dell'accusa, secondo Alfano: "Non è possibile che il giudice e il pm facciano lo stesso concorso, bevano il caffè insieme, si diano del tu, mentre questo non è concesso all'avvocato, cioè al cittadino".
Cosa del resto completamente falsa: nei bar del Tribunale si vedono spesso Pubblici Ministeri avvocati e giudici che prendono tranquillamente il caffè insieme, quando il giudice decide di non mantenere una equa distanza da entrambe le altre categorie. E quest'ultima scelta è quella fatta dalla stragrande maggioranza dei magistrati giudicanti.

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di Antonio Rispoli
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