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Trasparenza dei bilanci

Giampaolino: No Authority. Bersani: evitare plutocrazie e dominio

Necessità di controlli sui fondi dei partiti

Giampaolino: No Authority. Bersani: evitare plutocrazie e dominio
08/04/2012, 11:04

Il presidente della Corte dei conti Luigi Giampaolino sulla necessità di controlli sui fondi dei partiti, boccia l'ipotesi di ricorrere a un'Authority e quella di far certificare i bilanci dei partiti da apposite società.
Vede la soluzione nell'affidare alla stessa Corte il controllo dei bilanci:
- "L'idea è senza dubbio positiva, dal momento che s'inquadra nell'attuale disegno costituzionale che definisce la Corte dei conti come organo ausiliario del Parlamento e del governo. Il controllo sui bilanci dei partiti attuerebbe questa funzione ausiliaria in favore del Parlamento da parte di una magistratura neutrale e indipendente, provvista dell'adeguata professionalità".
Il controllo sui bilanci dei partiti puo' essere svolto dalla Corte dei Conti, non ci sono ostacoli di natura costituzionale perche' ''da tempo Consulta e Cassazione hanno stabilito che cio' che conta e' la natura pubblica delle risorse''. Lo spiega, in un'intervista a Repubblica, il presidente della Corte di Cassazione Luigi Giampaolino, che boccia le le ipotesi di ricorrere a un'Authority e di far certificare i bilanci da societa' di diritto privato. Il controllo della magistratura ''non potra' che essere di tipo contabile e volto ad assicurare la corretta gestione delle risorse, senza mai impingere in valutazioni di merito sulle scelte discrezionali che spettano solo ai partiti'', afferma Giampaolino. Il compito sarebbe esercitato ''in funzione ausiliaria rispetto al Parlamento, che che rimane l'arbitro finale di ogni decisione''. Dopo le inchieste sulla Margherita e sulla Lega, per Giampaolino ''e' opportuno creare un sistema di verifiche che dovrebbero limitarsi agli aspetti connessi all'uso di pubbliche risorse, senza mai divenire invasive rispetto alla vita dei partiti, per i quali la Costituzione pone solo il limite del metodo democratico''
- "Non posso nascondere il mio dolore"- aggiunge - " di fronte ad alcuni fenomeni che da tempo caratterizzano la vita pubblica nazionale: il disprezzo del pubblico denaro, l'inveterato convincimento che dello stesso se ne possa fare l'uso che se ne vuole, se non, addirittura, uno privato".
La trasparenza dei bilanci è nella giornata di oggi l'argomento più rovente.
 - ''C'e' una strada maestra indicata dalla Costituzione, per l'esattezza dagli articoli 39 e 49. Occorre attuare i principi costituzionali relativi ai sindacati e ai partiti, rimasti senza seguito legislativo per sessant'anni. Sia per i partiti sia per i sindacati, e' quella la via per rendere piu' trasparenti, conoscibili e controllabili i bilanci''. Lo afferma il portavoce del Pdl Daniele Capezzone.
 - ''Facciamo un progetto di legge con quattro articoli, che abbia una corsia ultrapreferenziale. Non escludo che ci si possa avvalere di uno strumento straordinario come il decreto. In pochi mesi dobbiamo arrivare a una soluzione''. Lo afferma, in un'intervista al Corriere della Sera, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani in merito alla riforma del finanziamento ai partiti. ''Dobbiamo riuscire ad affermare una democrazia moderna in cui i partiti non rispondano solo ai loro elettori e iscritti'', dice Bersani. Per farlo ''dobbiamo riuscire a varare una legge seria perche' le forze politiche abbiano bilanci certificati e controllati, codici etici, meccanismi trasparenti di partecipazione alla vita interna, regole per le candidature. In questo senso - aggiunge - vanno previste anche delle sanzioni, come l'esclusione dai finanziamenti ed eventualmente anche il divieto di presentazione liste''. Per il leader del Pd arrivare a una legge nei prossimi mesi e' fattibile. ''Un minimo comune denominatore tra i partiti per fare una legge sui finanziamenti c'e' e ci puo' essere. Si puo' lavorare su questo nelle prossime settimane''. Bersani sottolinea l'importanza dei finanziamenti. Per somigliare alle democrazie europee, dichiara, dobbiamo prevedere che la politica sia sostenuta, in modo da ''evitare oligarchie, plutocrazie e dominio''.

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di Anna Carla Broegg
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