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Altro squarcio debilitante all'interno della maggioranza.

Giancarlo Galan:"La Lega blocca lo sviluppo del Veneto"


Giancarlo Galan:'La Lega blocca lo sviluppo del Veneto'
24/10/2009, 12:10

Non più semplici scintille tra il partito del Carroccio e l'attuale presidente della Regione Veneto ma un vero e proprio incendio che pare sempre più difficile da domare.
La lotta per la guida di quella che viene definita "la locomotiva d'Italia" è più che mai serrata ed aspra e rischia di creare un altro dilaniante squarcio all'interno della maggioranza. Galan è infatti molto chiaro e diretto e parla di una Lega che "difende spesso spinte localistiche e può diventare ostacolo allo sviluppo"
Perchè? Per l'insigne rappresentante del Pdl gli esempi lampanti sono due: "Il Mose di Venezia e' un'opera definita epocale da Silvio Berlusconi. Ebbene, la Lega vi si e' opposta. Il passante di Mestre ha risolto problemi di traffico condivisi da tutto il nord-est europeo. E la Lega aveva detto no. Il rigassificatore di Rovigo e' il primo esempio al mondo di impianto del genere off shore. La Lega non lo voleva".
E del pensiero Bossiano che vede Luca Zaia "blindato" e favorito alla successione di Galan? L'attuale presidente della Regione Veneto risponde ricordando che esiste "un documento votato all'unanimita' dal Pdl del Veneto che, oltre a sostenermi, ipotizza la possibilita' di una sorta di 'primarie politiche' fra Pdl e Lega" e che "non si capisce come mai dovrebbero contare di più le parole di Bossi rispetto a quelle di tre coordinatori del Pdl (di cui due ministri)".
Lo spazio alla diplomazia e alle dichiarazioni distensive non può però essere negato e così, Galan, precisa che sarebbe "il più felice" qualora si dovesse riuscire a suggellare un accordo tra Pdl, Lega ed Udc. In ogni caso, però, se Zaia dovesse essere preferito da Berlusconi, colui che diventerebbe l'inesorabile ex presidente della Regione, presenta l'ipotesi di una pausa di 10 giorni "per parlare con tutti - dico tutti - i rappresentanti della politica nazionale e locale". Poi altri due giorni per riflettere in autonomia e, infine, la decisione sul come agire.

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di Germano Milite
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