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Gianfranco Valiante (Pd): presentata proposta di legge per abrogare il 50% indennità a consigliere sospeso


Gianfranco Valiante (Pd): presentata proposta di legge per abrogare il 50% indennità a consigliere sospeso
03/11/2010, 17:11


NAPOLI - “Abbiamo presentato in Consiglio regionale una proposta di legge che abroga la norma che prevede di corrispondere il 50% della indennità al consigliere regionale sospeso e condannato per reati di una certa gravità, anche se non in maniera definitiva”. Ad annunciare tale provvedimento è il consigliere regionale Pd, Gianfranco Valiante, primo firmatario della proposta di legge sottoscritta dal capogruppo Pd Russo e dai colleghi Pica, Casillo, D’Amelio, Petrone, e Antonio Valiante. La presente proposta di legge – spiegano i consiglieri Pd - sottopone al vaglio dell'Assemblea la semplice cancellazione di tale istituto, essendo lo stesso introdotto da una vecchia legge dello Stato in una materia su cui oggi le Regioni hanno una competenza esclusiva”. “La vigenza di un tale anacronistico istituto – dichiarano i consiglieri Pd - stride con il senso comune e la sua eliminazione non contiene elementi di cieco giustizialismo: il consigliere che viene condannato per gravi reati è già garantito dall'istituto della sospensione e dalla sua breve durata, considerati i tempi dei processi nel nostro Paese. Risulta difficile comprendere anche il diritto a percepire comunque l'indennità per un mandato che non sta svolgendo”. “Come ampiamente argomentato dalla Corte costituzionale – scrivono i consiglieri Pd nella relazione illustrativa - le indennità di carica o di funzione costituiscono un ristoro per le funzioni svolte, peraltro forfettario, escludendosi decisamente qualsiasi assimilazione alla retribuzione derivante da un rapporto di pubblico impiego o ad emolumenti di siffatta natura”.
“Pur dovendosi sempre guardare da ogni tentazione demagogica e populista – continuano i consiglieri Pd - è doveroso farsi interprete del disagio manifestato dalla opinione diffusa quando le scelte compiute dal legislatore, sia esso nazionale o regionale, contengano tentativi di preservare sacche di privilegi anziché discipline sentite come giuste dagli amministrati, torsioni protezionistiche della casta più che il sagace esercizio di una responsabilità di governo”. “E' il caso - concludono - del riconoscimento di un assegno in caso di sospensione dalla carica di un Consigliere condannato per reati di una certa gravità anche se non in maniera definitiva. Istituto contenuto anche nella nostra legislazione regionale, (Art. 29 Legge Regionale 13/96) e di recente modificato (Comma 15 art. 1 Legge Regionale 7/2010), in modo da rendere ancora più agevole la sua applicazione, introducendo un più celere automatismo in luogo di un deliberato del Consiglio”.

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di Redazione
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