Politica / Napoli

Commenta Stampa

Gianluca Daniele (CGIL Napoli): “Napoli, la cultura e il lavoro”


Gianluca Daniele (CGIL Napoli): “Napoli, la cultura e il lavoro”
30/08/2012, 17:52

Questo che sta per finire si è rivelato un agosto caldo non solo per le temperature, ma anche e soprattutto per gli attacchi che, ancora una volta, la nostra città ha dovuto subire in ambito culturale.

Si ha la sensazione che Napoli, oggi più che in passato, stia perdendo pezzi importantissimi e di fondamentale rilevanza per la sua cultura, ovvero per il suo spessore morale che, attraverso i suoi libri, la sua arte in generale e i suoi luoghi ad essa deputata dovrebbero formare, arricchire e far crescere i napoletani e chiunque entri in contatto con lo splendore in essi intrinseco.

Da qualche settimana, leggiamo sui maggiori quotidiani nazionali e locali gli interventi di vari esponenti del mondo culturale che accusano la politica di aver svilito e depauperato un patrimonio inestimabile che poteva solo far bene a Napoli e ai suoi cittadini.

Ho sempre più la sensazione che la cultura, nella nostra regione, sia paragonabile ad un limone da spremere, senza la consapevolezza che quel limone andrebbe curato e finanziato prima che spremuto. Ed ecco che ci si presenta dinanzi una lunga carrellata di veri e propri orrori derivanti da una gestione indifferente, insufficiente, inconsistente, cieca e disorganizzata di biblioteche, musei, teatri, eventi.

Tra tutte le questioni gestite male o non gestite affatto, ricordo la vicenda del maestro De Simone che lascia Napoli, per insediare la sua collezione e la sua scuola di musica a Portici; l'avvocato Marotta che si vede costretto a smantellare un patrimonio di ben trecentomila libri, molti dei quali rari, su cui si sono formate generazioni di menti illuminate; il Museo Madre che era il terzo museo della Campania per numero di visitatori e messo a confronto con il Moma di New York, ridotto a quattro stanzette e privato delle opere più importanti, invidiate dai principali musei d’arte contemporanea europei e poi l’occasione persa del Forum Universale delle Culture che a 10 mesi dalla sua partenza non prevede ancora uno straccio di programma, ma sempre solo tante polemiche sui debiti e sul non fatto. Del resto, la vicenda del forum così come più volte da noi denunciato rappresenta la cartina di tornasole dell’incapacità di gestire in maniera progettuale e strategica la risorsa cultura. Come é stato fatto notare in questi mesi, Napoli con l’occasione del Forum poteva, come avvenne a suo tempo per Barcellona, valorizzare il suo patrimonio culturale e sfruttare, in un periodo di crisi economica e morale, l’enorme volano dato da questo straordinario evento. Questa opportunità rappresenterebbe per Napoli una grande scommessa di rilancio ed un grande segnale di voler invertire una sorta di oblio che cancella progressivamente lo splendore di questa città. Tra l’altro, è importante tener presente nella discussione sulla cultura che la crisi finanziaria e le politiche di risanamento dei bilanci pubblici hanno notevolmente accresciuto il peso degli enti locali nella gestione del patrimonio culturale.

Lunga è la lista delle fasi oscure della cultura della nostra città, ma vorrei porre un quesito a me stesso e a chi amministra la cultura della nostra città e della nostra regione: come possono le istituzioni, insieme con le associazioni, i lavoratori, i privati e i cittadini uscire dall’empasse in cui siamo entrati e contribuire alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale partenopeo? Credo che la risposta preveda innanzitutto l’uscire da particolarismi e smetterla di voler gestire una città come Napoli ed una regione comela Campaniacome casa propria, volendo favorire gli uni a discapito degli altri e gettando nella pattumiera ciò che di bello è stato fatto in passato, piuttosto andrebbe avviata a partire da chi amministra la regione Campania una seria politica di rilancio del settore e di valorizzazione delle tante energie locali di cui la nostra terra è ricca, mettendo finalmente a sistema l’enorme patrimonio di cui disponiamo.

Credo, inoltre, che sia fondamentale portare avanti un rapporto fatto di comunicazione e condivisione tra amministrazioni , associazioni e lavoratori  del settore, affinché ciò che si costruisce possa valorizzare la città e il suo patrimonio, senza dimenticare chi questo patrimonio deve custodirlo, curarlo, accrescerlo ovvero le professionalità e le competenza di cui la nostra città è piena, ma di cui facilmente ci si dimentica o non si vuole considerare. Infatti non va mai tralasciato che dietro un evento, una manifestazione, un teatro, una mostra ci sono tante persone in carne ed ossa che ci lavorano.

 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©