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Il 'numero 2' del Parlamento Europeo intervistato da Julie

Gianni Pittella sui temi caldi: immigrazione, Europa, Afghanistan


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Gianni Pittella sui temi caldi: immigrazione, Europa, Afghanistan
20/09/2009, 21:09

Immigrazione, Europa, Afghanistan. Temi caldi, quelli affrontati davanti alle telecamere di Julienews da Gianni Pittella, vicepresidente vicario del Parlamento Europeo. Pittella, il primo italiano a ricoprire il ruolo di ‘numero 2’ del Parlamento Europeo, in una lunga intervista ha trattato gli argomenti che hanno ‘imperversato’ tra tg e quotidiani negli ultimi giorni.
Particolarmente interessante il discorso relativo all’immigrazione clandestina. Ripetendo un leitmotiv già visto negli ultimi giorni, Pittella ha ribadito che il problema principale della tattica utilizzata dall’Italia sta nell’impossibilità di discernere i clandestini che hanno il diritto di asilo: con i respingimenti, vengono trattati tutti allo stesso modo, senza distinzioni e senza esaminare caso per caso. E non si tratta, spiega Pittella, di un pregiudizio nei confronti del governo italiano: è una constatazione, che tra l’altro arriva dal commissario europeo Barrot, politicamente vicino alla destra europea e quindi in sintonia con il centrodestra italiano.
Se il problema dell’immigrazione clandestina fosse gestito direttamente dall’Unione Europea, spiega ancora Pittella, la situazione potrebbe migliorare in quanto si potrebbero fare delle ‘quote’ tra gli Stati; la stessa ripartizione era già stata invocata da Frattini che però, aggiunge il vicepresidente vicario, mentre da una parte chiede l’intervento dell’Europa, dall’altra non delega ad essa il compito di risolvere il problema.
Parlando della missione di pace ancora in corso in Afghanistan, Pittella non ha dubbi: “Non è possibile ritirarsi dopo un attentato, ritirarsi dopo una tragedia di questo tipo significa dare la vittoria ai terroristi e questo è inaccettabile”. Si dovrebbe, invece, “modificare il modo di stare lì”, operare con i cittadini afgani perché vedano i soldati della missione non come una forza invaditrice ma come amici.
Sul versante della politica italiana, Pittella ribadisce l’intenzione di voler appoggiare la mozione Bersani e spiega la sua scelta con quattro punti: necessità di uguaglianza, l’importanza di avere un programma, la necessità di un partito organizzato e strutturato sul territorio (“altro che quella ‘cosa’ con cui ci siamo baloccati per alcuni anni”), costruire un’alternativa a Berlusconi che non si fondi solo sul Pd ma su un’intera coalizione.

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di Nico Falco
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