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Gioco d'azzardo - Dati illustrati da Pres. Gennaro Salvatore

Dati su Gap illustrati

Gioco d'azzardo - Dati illustrati da Pres. Gennaro Salvatore
27/06/2013, 15:02

Il codice civile definisce il gioco d'azzardo: attività immorale e socialmente dannosa, che fomenta la cupidigia di denaro, incentiva l'avversione al risparmio, deprime la dignità, impedisce alla persona di realizzare uno sviluppo armonico ed è causa di molte tragedie.

 

SPESA COMPLESSIVA PER GIOCO IN ITALIA

Nel 2000 erano 14 i miliardi di euro spesi, che sono poi saliti a 18 nel2002, a24, a28, a35, a47 eccetera, fino ad arrivare ai 79,8 miliardi di euro del 2011.

 

La Regione in cui si è giocato di più (ultimi dati disponibili 2001) è la Lombardia, con quasi 15 miliardi di euro nel 2011; seguono il Lazio con 9 miliardi di euro, la Campania e l'Emilia-Romagna con poco meno, eccetera, fino all'ultima, che è la Val d'Aosta, con soli 159 milioni di euro.

 

Se consideriamo il giocato pro capite di ogni abitante maggiorenne nel 2011 la cifra spesa è stata di 1930 euro per ogni maggiorenne del Lazio e di 1929 euro in Campania; (il dato non coincide con quello sulla spesa complessiva regionale perché è in rapporto al numero di abitanti maggiorenni).

 

La somma maggiore, pari al 56 per cento, viene giocata alle slot machine seguono i «Gratta e vinci», i giochi a distanza, gli skill game (giochi di abilità), il lotto e il resto.

 

Il fatturato dell'industria dei giochi nel 2011 è stato di 79,9 miliardi, dai quali lo Stato ha guadagnato 8,8 miliardi.

Questa cifra di 8,8 miliardi è quasi la stessa che lo Stato guadagnava già quattro anni fa, ma a fronte di un fatturato molto inferiore.

 

Gli italiani spendono 1.200 euro pro capite all'anno per i giochi. Considerando che lo stipendio medio è di 1.400 euro, vuol dire che circa l'8-9 per cento delle entrate degli italiani va in destinazione dei giochi.

 

I giocatori in Italia sono circa 30 milioni di persone, quindi quasi uno su due gioca,

 

I giocatori potenzialmente a rischio di dipendenza sono 2 milioni, mentre 800.000 sono i giocatori patologici di cui si occupano oggi gli esperti. Il dato campano sui Sert dicono che solo 14 su 42 prendono in carico il soggetto affetto da Gap

 

In tema di dipendenze: In Italia i tossicodipendenti da sostanze sono 393.000, contro 800.000 giocatori patologici, pari a più del doppio.

 

In Italia circa il 70 per cento ha giocato almeno una volta nell'ultimo anno. A giocare di più sono gli uomini; chi ha una scolarizzazione più bassa (l'80 per cento di chi ha la licenza media contro il 60 per cento dei laureati); e chi ha una situazione lavorativa precaria (il 70 per cento di chi ha un lavoro a tempo indeterminato, il 73 per cento dei disoccupati, l'80 per cento dei precari e l'86 per cento dei cassintegrati). Il 10 per cento gioca ad almeno sei o più i giochi. Il 10 per cento circa gioca più di tre volte alla settimana. Il 10 per cento gioca più di tre ore alla settimana. Il 4,2 per cento spende parecchie centinaia di euro al mese: una parte oltre trecento euro a settimana e un'altra parte fino a trecento euro.

 

Chi gioca dice di farlo soprattutto per vincere denaro e in più piccola parte per sfidarela sorte. Avolte qualcuno aggiunge che gioca perché vuole cambiare vita, perché lo fanno tutti o per aiutare i propri familiari in difficoltà.

 

DOMANDA: quanto costa recuperare questi 800.000 giocatori patologici, ammesso e non concesso che le ASL riconoscano la dipendenza dal gioco come un'effettiva devianza e malattia, come da dettato dell'OMS?

 

Di qui la mia proposta di legge alle Camere che segue quella regionale presentata dai colleghi consiglieri regionali Donato Pica, Michele Schiano, Antonio Amato,Ugo De Flaviise Carmine Sommese.

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di Redazione
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