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Tra le priorità: meno tasse e via l'Imu dalla prima casa

Giorgia Meloni a Napoli: "Siamo il centrodestra del futuro"

"Istituire ora un credito d'imposta che detassi il lavoro"

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Giorgia Meloni a Napoli: 'Siamo il centrodestra del futuro'
24/01/2013, 16:09

NAPOLI - Tra le riforme che Giorgia Meloni, leader del nuovo partito di centrodestra "Fratelli d'Italia", metterebbe in agenda per un prossimo governo c'è l'abbattimento della pressione fiscale, l'eliminazione dell'Imu sulla prima casa e una politica che favorisca il lavoro, soprattutto quello giovanile. In conferenza stampa l'ex ministro della Gioventù ha insistito su una politica alternativa a quella dei tecnici, che miri a dare maggiore spazio e fiducia alle imprese e all'economia del territorio.

Onorevole, lei è candidata come capolista in Campania 1 alla Camera. Conosce Napoli e la regione attraverso i giornali o direttamente?
 Giorgia Meloni: La conosco direttamente, ho cominciato il mio impegno politico a 15 anni, quando mi sono occupata a livello nazionale, ho girato tutto il territorio, qui anche e lo si vede dalle liste di Fratelli d'Italia, che qui alla Camera sono state composte tenendo conto dell'attenzione al territorio. Io sono candidata capolista su tutto il territorio nazionale e chiaramente è questione di leadership, poi i veri candidati, quelli che rimarranno sul territorio, che verranno eletti, sono persone che fanno politica su Napoli, in Campania da tanti anni, che conoscono il territorio anche molto meglio di me.
Le prime tre priorità del governo, del vostro partito per la Campania?
Giorgia Meloni: Sono più o meno le stesse che riguardano le altre regioni, perché noi abbiamo grandi emergenze di carattere nazionale. Direi l'introduzione in Costituzione di una norma che dice che la pressione fiscale complessiva non può superare il 40% del prodotto interno lordo perché noi abbiamo bisogno di fare una politica economica diametralmente opposta a quella fatta da Monti, cioè bisogna abbassare le tasse e tagliare la spesa pubblica per liberare l'economia. Penso al tema della casa, quindi l'abolizione dell'Imu sulla prima casa, di più, l'introduzione di una norma che stabilisca l'impignorabilità della prima casa perché è un bene indisponibile, che non ti può essere pignorato, perché magari Equitalia arriva e te la pignora perché non hai pagato una multa sul codice della strada e poi sicuramente il tema del lavoro, dell'occupazione, aiutare i giovani a essere assunti. Dobbiamo istituire un credito d'imposta che detassi il lavoro, in particolare quello giovanile. Una parte di questo obiettivo era stato centrato col contratto d'apprendistato, bisogna insistere sopratutto in queste regioni.
Invece sul versante della camorra, secondo lei si è fatto abbastanza oppure bisogna fare ancora?
Giorgia Meloni: Non si è mai fatto abbastanza nella lotta alla camorra finché la camorra sopravvive. Noi abbiamo sicuramente, nel precedente governo di centrodestra, lo dobbiamo rivendicare, abbiamo ottenuto i più grandi risultati nella lotta alla criminalità organizzata, ma molto ancora va fatto e non va fatto solamente sul piano militare. C'è una questione culturale che bisogna affrontare, bisogna partire dalle giovani generazioni, bisogna far capire ai nostri ragazzi che ciascuno di noi si trova a fare delle scelte e che dalle scelte che fa, anche quelle più banali, perché ci si schiera con la mafia anche semplicemente quando si compra marijuana, quando si compra una borsa contraffatta o quando in generale si rifiuta la dimensione del senso civico, del senso dell'altro. Per esempio, avere in macchina un tagliando per parcheggiare nel posto dei portatori di handicap quando non si ha bisogno di quel tagliando è un modo per schierarsi con la cultura del sopruso che è tipica della criminalità organizzata. Quindi, c'è un grande lavoro di formazione dei nostri giovani che bisogna fare, partendo, secondo me, dai beni confiscati alla mafia, alla camorra, alla 'ndrangheta, che devono andare ai centri di aggregazione giovanile, ci avevo fatto una legge quando ero ministro della Gioventù, perché possono sembrare questioni secondarie, ma non lo sono affatto. Diceva Paolo Borsellino che la lotta alla mafia è una questione prima di tutto culturale e diceva che è una sfida che sta soprattutto nelle mani delle giovani generazioni. Se noi vogliamo veramente onorare la storia di uomini come Paolo Borsellino, dobbiamo dimostrare che abbiamo capito quella lezione.

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di Emanuele De Lucia
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