Politica / Politica

Commenta Stampa

Giornata Mondiale dell’Ambiente, 7 giugno Camera Deputati

Protagoniste le scuole superiori di Agropoli

Giornata Mondiale dell’Ambiente, 7 giugno Camera Deputati
05/06/2013, 12:47

AGROPOLI - Anche le scuole superiori di Agropoli saranno protagoniste della Giornata Mondiale dell’Ambiente partecipando ad un incontro dal titolo “La Terraappartiene all’uomo o l’uomo appartiene alla Terra?”, pressola Cameradei Deputati a Roma in programma venerdì 7 giugno, alla presenza del vice presidente della Camera dei Deputati Roberto Giachetti. A promuovere l’iniziativa è la parlamentare agropolese Sabrina Capozzolo.

«Ho ritenuto un dovere morale organizzare una manifestazione per ricordare quanto dobbiamo essere riconoscenti a questo pianeta per la vita che ci concede di vivere – afferma l’onorevole Capozzolo - Sono particolarmente grata alle scuole di Agropoli, all'Istituto Statale Alfonso Gatto, all'Istituto Tecnico Commerciale Giambattista Vico e all'Istituto Professionale Ipsia, che si sono resi disponibili a far partecipare i loro ragazzi a questo evento».

«E' un'iniziativa – continua Sabrina Capozzolo - che mi impegnerò ad onorare ogni anno nella speranza di poter contribuire a sensibilizzare e far riflettere sulle nostre origini e sulle nostre responsabilità, affinchéla Giornata Mondialedell'Ambiente si festeggi ogni giorno dell'anno».

I ragazzi illustreranno le loro idee su quello che dovrebbe essere il rapporto tra l'uomo ela Terra, discutendone con eminenti scienziati che assegneranno i premi ai migliori tre classificati.

Dopo i saluti dell’Onorevole Sabrina Capozzolo, avrà inizio il confronto, coordinato da Roberto Giacobbo, presentatore e dirigente RAI. Interverranno il prof. Paolo Saraceno (Istituto nazionale di Astrofisica e Astronomia) con la relazione “Il Mondo fra trent’anni”; il prof. Pier Luigi Luisi (Università degli Studi di Roma3) con la relazione “L’origine della vita e la sua evoluzione”; il prof. Leonardo Caffo (Università degli studi di Torino) con la relazione “Biocentrismo e l’etica della vita”. Le conclusioni saranno affidate all’on. Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera dei Deputati, che premierà i migliori lavori.

Ogni anno dal 1972, esattamente il 5 di giugno, si celebra in tutto il mondola Giornata Mondialedell'Ambiente, proclamata festività internazionale dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Eppure, nel nostro Paese, in tutti questi anni, questa ricorrenza passata in punta di piedi, senza fare troppo rumore e senza far parlare troppo si sé.

Che l'Italia non sia stata mai un Paese che si è distinto particolarmente per una spiccata propensione alla tutela dell'ambiente, ce ne eravamo accorti da tempo, osservando la scarsa attenzione verso l'immenso patrimonio naturale, paesaggistico e architettonico che abbiamo in “custodia”. Una ricchezza immensa che, nella disattenzione generale, si sta perdendo per sempre.

Specialmente in tempi di crisi, qualcuno direbbe di vacche magre, l'ultima delle preoccupazioni è verso lo stato di salute dell'ambiente, che può sempre attendere tempi migliori.

Ma questo disinteresse non è fondato. Siamo ancora rapiti dalla falsa convinzione che l'ambiente in cui viviamo sia un'entità che deve esiste per permettere a noi di rimanere in vita e, anche se negli ultimi anni sembra un po' “acciaccato”, diamo per scontato che non ci volterà mai le spalle.

Una presunzione che si è tramandata per generazioni diventando, strada facendo, una certezza. Ma mai certezza fu tanto priva di fondamento come questa.

L'essere umano è una delle tante forme viventi di questo Pianeta ed essere diversi non significa essere migliori. Viviamo perché altri organismi ce lo consentono, perché senza la fotosintesi clorofilliana non esisterebbe nessuna forma di vita, vegetale o animale, su questo Pianeta.

Vogliamo credere di essere la specie “eletta”, eppure la nostra esistenza dipende da organismi vegetali che a stento riconosciamo come forme di vita ed a cui non attribuiamo un grande interesse.

 

Presi dalla frenesia della vita, nessuno si ferma a chiedersi fino a quando conserveremo quello che abbiamo e fino a quando ci sarà possibile modificare il territorio, trasformandolo in enormi metropoli di cemento o in campi sterminati colture, prima di rimanere senza fonti idriche, lasciando svanire forme di vita che non calpesteranno mai più questo mondo.

Con l’inizio del nuovo millennio, l'impatto dell’uomo sull’ambiente è sempre più evidente ed esteso. Quasi il 40% della superficie terrestre è sfruttata per l'agricoltura e il pascolo permanente, mentre metà delle foreste tropicali sono state distrutte o danneggiate.

Interi ecosistemi di acqua dolce e salata sono stati profondamente degradati da scarichi chimici, da scarichi di liquami e da perdite di petrolio. Lo strato di ozono ha subito danni consistenti, e le emissioni di anidride carbonica causano smog e piogge acide e contribuiscono al riscaldamento globale e al cambiamento climatico; e si calcola che ogni ora tre insostituibili specie animali e vegetali si estinguano.

Siamo tutti responsabili di questo sistematico impoverimento della vita e far finta di non sapere non terrà lontano per molto tempo ancora i problemi.

Ma il nemico numero uno da combattere è l'indifferenza, che non lascia spazio ad una riflessione costruttiva per un ritorno ad un armonica coesistenza dell'uomo con il resto del mondo. Per non sentirci più gli unici al mondo ma parte di un mondo straordinario.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©