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Giubileo bagnato, giubileo ‘sfortunato’


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Giubileo bagnato, giubileo ‘sfortunato’
17/12/2011, 14:12

NAPOLI – Alla fine ci ha pensato Giove Pluvio a benedire, in tutti i sensi, la chiusura del Giubileo straordinario per Napoli voluto dal cardinale Crescenzio Sepe, un evento ‘straordinario’ sotto tanti punti di vista che non sempre sono coincisi con le intenzioni di puntare i riflettori sulla città e sui suoi reali problemi, quelli che non affronta nessuno, quelli di cui non si parla perché troppo scomodi da presentare anche al cospetto di Dio. Il porporato al posto di smuovere le coscienze della gente, ha smosso solo quelle dei più facoltosi nell’operazione quasi robinhoodiana di togliere ai ricchi per dare ai poveri. Ala fine ciò che resta di questo periodo di riflessione, preghiera e impinguamento dei forzieri è solo l’aver accennato che esiste una Napoli secolare che nulla a che vedere con la sigla di protocolli d’intesa o progetti faraonici politicamente sponsorizzati e finalizzati alla velata richiesta di consensi pratici che altrimenti, oggigiorno, sarebbero impraticabili. L’idea era buona: “Accendi anche tu la tua luce”, ma chi di voi accenderebbe una luce solo perché fa comodo ad altri? Anche la grande festa conclusiva era stata pensata e blindata nel modo ideale. Supponendo che non vi sarebbe stato grande proselito, il cardinale Sepe ha pensato di convocare i campioni del calcio Napoli, sicuro che la gente avrebbe sgomitato pur di vedere Eddison Cavani e company. In ultima analisi, e volendo concludere questa nostra breve riflessione, i Giubilei, una volta, servivano a fare cassa, adesso, semplicemente a pregare nel verso giusto, stando attenti, però, alla rosa dei venti.

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di Redazione
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