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Ferrante (Pd): “Si vuole solo salvare il premier”

Giustizia: dalla Lega emendamento su responsabilità giudici


Giustizia: dalla Lega emendamento su responsabilità giudici
24/03/2011, 10:03

ROMA – In materia di Giustizia un nuovo passo viene compiuto dalla maggioranza di governo. Ad opera del leghista Gianluca Pini è stato presentato un emendamento al ddl Comunitaria (di cui lo stesso Pini è relatore), che introduce la responsabilità civile dei magistrati. Una mossa, quest’ultima, ritenuta una “strategia furbesca” da parte dell’opposizione che insorge. Particolarmente dura è stata la critica del capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, per la quale la maggioranza prima “butta fumo negli occhi dell’opinione pubblica parlando di riforma epocale della Giustizia, poi va avanti come un treno sul conflitto di attribuzione e sulla prescrizione breve salva-premier e alla fine cerca di far passare un emendamento che prevede la responsabilità civile dei magistrati, dimostrando di avere a cuore due obiettivi: salvare il presidente del Consiglio dai suoi processi e punire i magistrati”. La proposta di modifica depositata dal deputato del Carroccio, che sembra aver superato ieri il vaglio di legittimità, dovrebbe venir votata oggi in commissione per le Politiche Comunitarie. E il suo destino sembra scontato: nella bozza, fatta arrivare in commissione dal relatore, un esponente del governo ha scritto a mano “da approvare”. Facendo capire così quali siano le intenzioni dell’esecutivo in materia. Se l’emendamento Pini venisse davvero approvato, si anticiperebbe di fatto la misura contenuta nella riforma costituzionale della Giustizia messa a punto dal Guardasigilli Angelino Alfano che estende di fatto la responsabilità delle toghe non solo ai casi di dolo e colpa grave, ma ad ogni “violazione manifesta del diritto”. In questo modo, scrive il leghista nella sua motivazione citando il caso di un ricorso alla Corte di Giustizia presentato dalla Commissione europea contro una sentenza della magistratura italiana (causa Traghetti del Mediterraneo Spa), si equiparerebbe il diritto europeo a quello nazionale e si metterebbero in condizione i singoli cittadini di poter chiedere un risarcimento allo Stato italiano.

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di Antonio Formisano
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