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GIUSTIZIA: GUERRA TRA "BANDE" SULLA RIFORMA


GIUSTIZIA: GUERRA TRA 'BANDE' SULLA RIFORMA
07/12/2008, 11:12

Dopo lo scontro tra procure sul caso De Magistris si fanno più forti le pressioni politiche per una riforma della giustizia. Da Palazzo Chigi i richiami del presidente del Consiglio e del Guardasigilli, Angelino Alfano, per il quale la maggioranza può andare avanti anche da sola. Una prima risposta delle opposizioni giunge dal leader dell’Udc, Pier ferdinando Casini che afferma: "E’ una guerra di bande inaccettabile quella che si è aperta sul fronte della giustizia. Credo che una riforma si imponga e nessuno si può tirare fuori. L'unico in Italia che pensa che il tema della giustizia possa essere omesso dall’ordine del giorno è Di Pietro. Chiedo al Pd di sedersi attorno a questo tavolo con la maggioranza, perché la riforma della giustizia salvaguardando principi fondamentali, come l’autonomia della magistratura va certamente affrontata”. Dal Pdl l’avvocato Niccolò Ghedini osserva: “C’era la crisi e perciò si è data la precedenza ai provvedimenti di natura economica. Ma ora tocca alla giustizia. E vedremo se andare avanti da soli, oppure se le aperture che vengono dalla sinistra ci permetteranno una riforma condivisa. Nessun decreto, si procederà per disegni di legge. Uno subito, forse già questa settimana, per sveltire il processo e rinforzare le garanzie. L’altro, più complesso, di natura costituzionale, all’inizio dell’anno prossimo. Arrivare a una condivisione sulla giustizia per la politica italiana avrebbe uno straordinario valore”, soprattutto perché “la magistratura italiana è totalmente fuori controllo”.

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di Redazione
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