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Il ministro Severino apre ad indulto e amnistia

Giustizia, il Cdm approva il decreto “svuota carceri”

Per ora non ci sarà il braccialetto elettronico

Giustizia, il Cdm approva il decreto “svuota carceri”
16/12/2011, 19:12

ROMA - "Il sovraffollamento delle carceri é il primo dei miei pensieri ed è per questo che ho scelto lo strumento del decreto legge". Commenta così il ministro della Giustizia, Paola Severino, l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto svuota carceri. La Severino apre anche ad una eventuale amnistia o indulto: “Se il Parlamento deciderà di adottarlo non contrasterò”, ha specificato.

Tra le più importanti novità ci sono i  domiciliari per gli ultimi  18 mesi dal fine della pena. E per evitare il fenomeno delle porte girevoli,  (va ricordato che ben 21 mila detenuti entrano in carcere ogni anno per non più di tre giorni per arresti in flagranza di reato in attesa del processo per direttissima) è stata approvata dal Consiglio dei ministri una norma che prevede che gli arrestati siano trattenuti per non oltre 48 ore nelle camere di sicurezza della polizia giudiziaria che li ha fermati. Entro tale termine il giudice, che dovrà recarsi lui stesso nel posto dove si trova l'arrestato e non il contrario per risparmiare tempi e costi, dovrà decidere sulla detenzione. “In questo modo - ha spiegato il Ministro - si evita la ritualità mortificante del passaggio in carcere inutile e si evita di aggravare il lavoro degli uffici giudiziarie e penitenziari".

E’ stato approvato anche un disegno di legge sulla depenalizzazione e le misure alternative alla detenzione, via libera poi a misure per velocizzare il processo civile e accorpare alcuni uffici del giudice di pace.

"E' tempo di mettere mano ad una seria riforma del sistema penitenziario – specifica il Ministro Severino - ma sarei una sognatrice se pensassi di poterlo fare con le forze che mi accompagnano e con i tempi brevi di questo governo. Oggi è intervenuto un provvedimento significativo: l'incremento da parte dello Stato di 57 milioni di euro per l'anno 2011 per far fronte alle esigenze della edilizia carceraria. Sarà mia cura che questo denaro sia speso nel migliore dei modi soprattutto per completare opere che sono a buon punto".

Altra novità è la Carta dei diritti del detenuto, che indica ciò che quest’ultimo può fare e ciò che non può fare. “E' uno strumento che potrebbe aiutare molto a superare quel disorientamento che pervade chiunque entri per la prima volta in un carcere – sottolinea il Guardasigilli  - verrebbe tradotta nelle lingue più diffuse nella popolazione carceraria più vasta e verrà estesa ai familiari che fin dall'inizio non sanno cosa possono fare, quali vestiti portare. In questa carta, inoltre, c'é anche la scelta di prestare il previo consenso all'uso eventuale di mezzi di controllo”. Non ci sarà il braccialetto elettronico, ma il governo non rinuncia a introdurlo successivamente, dopo ulteriori valutazioni costi-benefici. Altre misure saranno prese, ma su questo punto mancano ancora i dettagli, per evitare la permanenza in carcere per un massimo di tre giorni, che riguarda ogni anno circa 20mila detenuti.

Partirà anche la revisione delle circoscrizioni in attuazione delle delega già conferita, iniziando dai giudici di pace. “La delega verrà attuata per gradi – conclude il ministro Severino - per il quale un centinaio di circoscrizioni di giudici di pace potrebbero essere eliminate".

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di Rossella Marino
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