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Audizioni, mezz'ora a testa il giorno prima del ballottaggio

Giustizia: il Pdl affretta i tempi sulle riforme costituzionali


Giustizia: il Pdl affretta i tempi sulle riforme costituzionali
21/05/2011, 16:05

ROMA - Continua l'attacco del Pdl alla magistratura, in particolare sulle riforme costituzionali ad essa relative; insomma quella che fu presentata dal Ministro della Giustizia Angelino Alfano e dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi come la "riforma epocale".
E così il 27 maggio, cioè il venerdì prima delle elezioni, è stata convocata la Commissione Affari Costituzionali (presidente Donato Bruno, del Pdl e vecchio amico di Alfano) per le audizioni di ben 13 persone che dovranno essere sentite per esprimere il loro parere sulla riforma stessa. E non sono certo passanti, ma tecnici esperti: i vertici della Cassazione Lupo ed Esposito, l'avvocato dello Stato Caramazza, il vice presidente del Csm Vietti, il procuratore antimafia Grasso, i presidenti della Corte dei conti Giampaolino e del Consiglio di Stato De Lise, i capi della polizia Manganelli, dei carabinieri Gallitelli, della Gdf Di Paolo; poi i vertici delle Camere penali e del Consiglio nazionale forense. In pratica, ognuno di loro avrà a malapena una mezz'oretta di tempo per dire due cosette e poi dovrà andarsene e lasciare il posto al personaggio successivo. Un tempo ridicolmente basso, se consideriamo che qui, tra le varie cose, c'è Vietti che - come presidente del Csm - avrà qualcosina da dire sulla scissione del Csm in due parti. Oppure i vertici della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, che dovranno dire come si regoleranno se, come previsto dalla riforma, verranno sottratti al coordinamento dei magistrati. Hanno i rispettivi corpi la capacità tecnica e l'addestramento per gestire una indagine? Difficile. Ma dovranno pur dirlo?
Invece no, per Bruno non c'è tempo. Alfano e Berlusconi vogliono che il primo passaggio alla Camera venga concluso entro l'estate, e il primo passaggio al Senato tra un passaggio e l'altro della Finanziaria, entro la fine del 2011. E quindi ecco la decisione di queste audizioni, convocate pro forma (appare evidente che non c'è alcun interesse a sapere cosa pensano queste persone); di venerdì, quando la Commissione Affari Costituzionali si riunisce di venerdì solo in casi eccezionali; e il giorno prima delle elezioni, in modo che non si possa dare una deguato battage pubblicitario a quello che è successo, in quanto il giorno dopo c'è il silenzio elettorale. E quindi, i commenti del giorno dopo rischiano di essere sanzionati perchè vanno ad intralciare le 24 ore di silenzio previsti dalla legge. Quasi una situazione clandestina.

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di Antonio Rispoli
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