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"Cade il principio di leale collaborazione tra istituzioni"

Gli enti locali accusano il Governo:"Grave rifiutare un incontro"


Gli enti locali accusano il Governo:'Grave rifiutare un incontro'
06/07/2010, 18:07

ROMA - Continua a far discutere e a creare grandi e diffusi malumori a Regioni, Province e Comuni la manovra economico-finanziaria proposta dall'esecutivo. Nella giornata odierna, infatti, è arrivata la protesta ufficiale da parte delle amministrazioni locali che, con una nota pubblica, hanno osservato:"Non potremmo che considerare gravissimo ed inaccettabile il diniego circa la richiesta del sistema delle autonomie territoriali di avere un incontro con il presidente del consiglio e con i ministri interessati dalla manovra".
Autori del comunicato congiunto sono Sergio Chiamparino (Anci), Vasco Errani (Conferenza delle Regioni), Giuseppe Castiglione (Upi) ed Enrico Borghi (Uncem).
Il tavolo con Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti è stato difatti fin'ora sempre annunciato ed ogni volta rimandato. A far aumentare la tensione, poi, l'episodio di ieri; quando il premier ed il ministro dell'Economia hanno telefonato ai rappresentanti di Confindustria per rassicurarli sulle modifiche in tema di fiscalità ed energie rinnovabili che saranno apportate al testo di legge. Un tipo di rassicurazione ufficiale e premurosa che ha raccolto il plauso degli imprenditori e di Emma Marcegaglia e, al contempo, ha mostrato una disparità di trattamento che ha mandato su tutte le furie i principali responsabili degli enti locali.
"In questo modo - hanno dunque aggiunto Chiamparino e gli altri - verrebbe meno il principio di leale collaborazione che è la base delle corrette relazioni istituzionali su cui si fonda la nostra Costituzione. È quindi necessario convocare in tempi rapidissimi una riunione di tutti i livelli istituzionali della Repubblica". A quanto sembra, comunque, un tavolo interistituzionale tra Governo ed enti periferici potrebbe rivelarsi del tutto inutile dato che, come ha più volte precisato lo stesso Berlusconi, ogni possibile emendamento riguardo i tagli a Regioni, Province e Comuni e stato già discusso ed il testo oramai quasi definitivo sarà discusso al Senato e, se necessario, approvato con la fiducia.

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di Germano Milite
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