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Perchè il MInistro ne parla sempre, in ogni occasione?

Gli Eurobond: fissa e scusante di Tremonti


Gli Eurobond: fissa e scusante di Tremonti
27/08/2011, 14:08

Ormai non c'è intervento pubblico in cui Giulio Tremonti non tiri fuori la necessità di usare gli Eurobond. E lo fa con frasi apodittiche: "COn gli Eurobond non saremo qui". disse come prima frase quando presentà il decreto legge contenente la manovra ora in discussione al senato. Ed anche oggi, ha detto - al meeting di Comunione e Liberazione di Rimini - che la strada verso gli Eurobond è tracciata, che con essi verrebbero raccolti 1000 miliardi di euro per salvare l'Europa dalla crisi e così via.
Innanzitutto cosa sarebbero gli "Eurobond"? Dovrebbero essere equivalenti ai titoli di Stato, ma garantiti non da un singolo Stato, ma da tutti e 27 Paesi europei. Il concetto espresso da chi sostiene questa iniziativa è che questi titoli raccoglierebbero facilmente denaro, proprio perchè garantiti da Stati che nel loro complesso hanno un Pil che supera i 5000 miliardi di euro. E si aggiunge: tale iniziativa l'aveva proposta Jacques Delors, uno dei promotori dell'Unione Europea, già 20 anni fa. Ora, non è che sia facile trovare dichiarazioni di Delors sull'argomento. Ma l'unico articolo che ho trovato è stato uno in cui Delors sufferiva di convertire titoli di Stato nazionali in Eurobond, da usare per finanziare opere pubbliche. Cioè per fare un esempio: la Germania rinunciava a rinnovare 30 miliardi di euro in titoli, la Francia 15, l'Italia 10, ecc. ecc.; in totale erano 100 miliardi con i quali si creavano gli Eurobond, vincolati ad un preciso utilizzo. Il che in astratto come idea non è neanche male, anche se poi si tratta di fare una legislazione ad hoc.
Ma oggi, così come la propone Tremonti, è una cretinata. C'è qualcuno in grado di spiegarmi perchè la Germania dovrebbe garantire dei titoli di Stato legati all'attività economica e al debito greco o spagnolo o irlandese o italiano? Il minimo che a quel punto la Germania chiederebbe, sarebbe il potere di decidere le politiche economiche dei Paesi per cui deve garantire. E anche in quel caso - ammesso che un governo accetti di rinunciare a comandare nel proprio Paese - i problemi sarebbero enormi. Nessuna persona di buon senso accetterebbe una proposta del genere.
E allora perchè la fa? Semplice, sta giustificando il proprio totale fallimento come Ministro economico. Visto che la gente ha poca memoria, vediamo di ricordare la carriera dell'onorevole Giulio Tvemonti: consulente economico ai tempi dei governi Craxi (1983-1987), quelli che portarono il debito pubblico dal 73% del Pil al 96%; poi MInistro delle Finanze nel governo Berlusconi del 1994 (l'unico anno tra il 1992 e il 2000 in cui non ci fu risanamento pubblico, secondo la Corte dei Conti); stessa carica per quattro dei cinque anni dei governi Berlusconi tra il 2001 e il 2006 (con il risultato di interrompere l'opera di risanamento dei conti pubblici avviato dai governi precedenti, portando il deficit dal 2,7% del 31 dicembre 2000 al 4% del 31 dicembre 2005 e con un deficit stimato, per il 2006 di altri 30-35 miliardi; Ministro dell'economia tra il 2008 ed oggi, che ha preso i conti pubblici con un deficit ridotto a 20 miliardi, grazie al governo Prodi, ed avviato al pareggio di bilancio, ha fatto manovre finanziarie per oltre 160 miliardi di tagli al welfare e di nuove tasse, e abbiamo un deficit di oltre 60 miliardi (a fine anno dovrebbe scendere a 45-50 miliardi circa).
Quindi già si intravede il perchè insista tanto con gli Eurobond: alle prossime elezioni avrà buon gioco nel dire che la colpa del suo fallimento è nella crisi economica e soprattutto nell'Europa, troppo rigida e troppo scema per apprezzare il suo incommensurabile genio nella finanza creativa. Poichè, come sempre avviene, non c'è nessuno che replichi a queste baggianate con un minimo di cognizione di causa, sarà questo il messaggio che passerà. Oltre a quello, che già sta passando da quattro anni, che "Tremonti ha mantenuto in ordine i conti pubblici". Ora, è chiaro che questa affermazione fa a pugni con la realtà. Se io ho una azienda, la affido a qualcuno perchè devo stare tre anni lontano dal lavoro, e poi quando ritorno, quello mi dice: "Ottime notizie: ho smantellato pezzo a pezzo l'azienda, ho triplicato il rosso in bilancio mentre le vendite (il Pil, in questa metafora) sono calate del 4%", io non faccio i salti dalla gioia, nè gli faccio i miei complimenti. Lo prendo a calci nel sedere finchè non arriva in orbita. E quindi vorrei capire in cosa consiste il "mantenere in ordine i conti pubblici" di cui si parla. Il governo Prodi aveva fatto in modo che noi raggiungessimo il pareggio di bilancio (o quasi, era previsto un deficit dello 0,3% al 31 dicembre 2008, cioè un deficit di 5 miliardi) a fine 2008, lasciando il deficit che al 31 marzo era dell'1,5%, cioè circa 20 miliardi. La prima finanziaria di Tremonti, la famosa finanziaria triennale, prevedeva tagli per 36 miliardi di euro in tre anni (cioè il doppio del deficit) e una crescia del deficit fino a raggiungere i 40 miliardi alla fine del 2008. CIoè si prevedeva un aumento delle spese pubbliche di oltre 20 miliardi per i 6 mesi restanti nel 2008, un ulteriore aumento di 12 miliardi di spese anche per il 2009, il 2010 e il 2011, dato che in questi tre anni, il deficit si sarebbe ridotto solo di 7 miliardi a fronte dei tagli suddetti. Attenzione, queste erano le previsioni, senza l'arrivo della crisi economica che poi effettivamente c'è stata. Allora vorrei capire, uno che in 3 anni e mezzo prevede un aumento delle spese di 50 miliardi, sta tenendo in ordine i conti pubblici? Lasciamo stare poi i dati effettivi: con la crisi, il Pil è crollato del 5%, il deficit è schizzato al 5,3% del Pil, cioè ad oltre 75 miliardi. Anche qua: sono risultati di uno che sta tenendo in ordine i conti pubblici?
Eppure, quando queste sciocchezze vengono dette in Tv, c'è il silenzio assoluto: muti i giornalisti, muti i rappresentanti della cosiddetta opposizione. Silenzio di tomba. Ovvio che poi certe parole d'ordine passino come messaggi del peso del Vangelo, dato che non vengono mai contestati. Anche perchè, dall'altra parte, l'italiano medio non è che riflette su ciò che traspare dalla Tv o su ciò che legge sul giornale. Qualsiasi panzana va bene, per il cittadino medio, basta che sia ripetuta di continuo per un po' di volte. Informarsi per valutare se una cosa sia vera o no? Troppa fatica per il 90% ed oltre della popolazione italiana

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di Antonio Rispoli
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