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Gli italiani smarriti nella crisi


Gli italiani smarriti nella crisi
06/05/2012, 19:05

 

TRA FURBIZIA ED INDIVIDUALISMO, GLI ITALIANI SMARRIT NELLA CRISI.


 


 

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Basco


 

Sembrava impossibile fino al 2008, quando il Debito Pubblico del nostro paese era di 1621 miliardi di euro, con un rapporto debito PIL pari a 105,8%, eppure ci siamo: secondo la rilevazione della Banca di Italia, alla data del 30 Aprile del 2012, il nostro debito pubblico ha raggiunto la strabiliante cifra di 2000 miliardi di euro, con un rapporto debito / Pil pati a 120%

I dati sul debito pubblico del 2008 erano del 30 Aprile ed era ancora per qualche settimana Presidente del Consiglio: Romano Prodi, ed era Ministro del Tesoro il compianto Tommaso Padoa Schioppa. Nel giro di soli 4 anni il debito pubblico del nostro paese è aumentato di ben 379 miliardi di euro, con un aumento percentuale del 23,4%., pari ad un aumento medio annuo di 97,25 miliardi di euro. Se qualcuno si fosse dimenticato quello che è successo solo un anno fa, vale la pena di ricordare che: nel Gennaio del 2011 il debito pubblico era già salito alla cifra di 1.880 miliardi, a 1.890 miliardi ad Aprile, raggiungendo i 1.911
miliardi a Luglio, per arrivare a Dicembre alla definitiva ed ingloriosa uscita di scena di Berlusconi alla drammatica cifra di 1991 miliardi. L’Italia era stata declassata dalle grandi agenzie di reting dalla tripla A alla doppia B. Mentre il differenziale tra i nostri Buoni del Tesoro e quelli tedeschi si avvicinavano pericolosamente alla quota di non ritorno dei 500 punti. Il Ministro del Tesoro, del Bilancio e delle Finanze era Giulio Tremonti, che fino a Giugno dell’anno scorso continuava a ripetere in tutte le televisioni e su tutti i giornali che non c’erano problemi e che l’Italia era al sicuro da qualsiasi rischio di Default. L’impareggiabile ex Ministro, era stato l’interprete di una politica schizofrenica, fatta di continui tagli lineari alla spesa pubblica e di demagogia, zeppa di retorica liberista e di presunzione. Fu per quelle scelte dissennate di Tremonti, che il nostro paese lasciò la politica del rigore di Padoa Schioppa, per eliminare l’ICI, promettere l’elemosina di 50 euro una tantum ai pensionati poveri e contemporaneamente tagliare la spesa scolastica, ridurre la spesa per la ricerca scientifica, diminuire i trasferimenti agliEnti Locali, abbattere la spesa sociale, bloccare i pagamenti dello Stato, senza nessuna politica industriale e per il lavoro. Il tutto in un quadro di evasione fiscale stabilmente attestata al 10% del PIL: 200 miliardi di euro. Mentre la corruzione, a venti anni da Tangentopoli ed a discapito delle continue denuncie e scandali, è attestata a 70 Miliardi di euro l’anno. Molti si sono dimenticati della farsa del pagamento del 5% per il rientro dei capitali dall’estero, che fu un vero fallimento. Gli italiani furbi, mentre, da una parte, applaudivano Berlusconi, dall’altra compravano oro, diamanti, cambiavano l’euro in franchi svizzeri, oppure investivano in Tanzania, come faceva il tesoriere della lega, convinto che l’Italia sarebbe uscita dall’euro. Mentre la gran parte degli industriali italiani trasportava le proprie aziende in altri Paesi alla rincorsa dei salari bassi e dello sfruttamento intensivo della manodopera. Troppo tardi Napolitano è intervenuto! Doveva farlo quando Fini fu espulso dal PDL e Berlusconi cambiò la propria maggioranza. Ora tutti gridano, a soli 5 mesi dalla caduta del Governo Berlusconi- Bossi-Tremonti, che bisogna innescare la crescita economica, diminuire le tasse e dare lavoro ai giovani ed ai disoccupati, come se fosse facile, in mancanza di risorse. La crescita dovrebbe farla il Governo Monti, che è solo il Commissario Liquidatore di una politica fallimentare. Se in 5 mesi il debito pubblico è aumentato di 9 miliardi e la differenza tra i titoli italiani e quelli tedeschi si aggira attorno ai 380 punti, significa che gli effetti negativi della crisi stanno rallentando, ma non stanno ancora rientrando. Purtroppo per noi, tutti fanno finta di non sapere che l’appuntamento più difficile da superare per il nostro paese è la prossima scadenza dei BOT, ben 300 miliardi di euro, che dovranno essere ricollocati, con il rischio di pagare tassi di interesse tra il 3,5 ed il 5% . Questo significa in euro, un aggravio di spesa a carico del bilancio dello Stato che si aggira tra i 10,5 ed i 15 miliardi di euro. Il Governo ha posto la scadenza della IMU,la nuova ICI, a Giugno, in modo da poter modulare nei mesi successivi le manovre sull’ IVA e sulle tasse. La recessione in cui versa il nostro paese non è nata con Monti,ma con Tremonti, che oltre a deprimere con i suoi tagli alla spesa sociale la crescita, ha permesso l’aumento del debito pubblico a cifre e percentuali mai raggiunti. Il sistema perverso dei furbi italiani era quello di non pagare le tasse e di esportare i propri capitali all’estero, oppure investirli in speculazioni finanziarie che erano un puro azzardo.

Il Governo Monti non può programmare nessuna crescita in questa fase, perché non ci sono soldi per investire. Non li ha lo Stato indebitato, non hanno soldi le Banche che hanno perso in Borsa tutti i guadagni accumulati in anni di speculazione finanziaria, mentre gli industriali hanno spostato i propri capitali all’estero ed hanno prodotto tanti di quei beni che non si vendono perché i cittadini italiani sono senza lavoro, con le pensioni bloccate e a livello di sussistenza, mentre il pubblico impiego è diventato il capro espiatorio del sistema economico nazionale che quando non ha soldi liquidi va a prenderli nel salvadanaio rappresentato dai dipendenti dello Stato e degli Enti Locali.

L’Italia è un paese abituato dal centro destra, e dal suo leader in particolare alla ipocrisia. Ovvero, predicare in un modo e comportarsi in un altro. Pensate a Formigoni, a Don Verzè, ai leader di Comunione e Liberazione ed ai loro traffici, a Bossi ed ai cialtroni della Lega, pensate a La Vitola, ai giornalisti come Fede, agli imprenditori che hanno avuto soldi dallo Stato ed investito all’estero, pensate a tutti quei professionisti che non rilasciano mai fattura per le loro prestazioni, pensate ai fruttivendoli, ai panettieri, ai macellai, ai salumieri che non rilasciano mai lo scontrino fiscale, pensate a tutti quelli che parlano contro i politici e che hanno sempre votato per loro, pensate a quante raccomandazioni si chiedono, a quante bugie si dicono ed a quanti documenti falsi girano, per non parlare della scarsa solidarietà nazionale, dell’odio razzista presente nel paese, per l’individualismo sfrenato, antisociale e senza il rispetto di nessuna regola che è diventato un modo di vivere da parte della grande maggioranza degli italiani. L’elenco potrebbe continuare a lungo e sarebbe il caso che ogni uno di noi si interrogasse su che cosa ha dato a questo paese, che cosa fa per i suoi simili e che cosa intende fare per aiutare l’Italia ad uscire da questa crisi. Un ulteriore elemento vorrei lasciare alla considerazione dei lettori, al termine di questo primo articolo sulla crisi, perché un episodio mi ha lasciato molto perplesso e curioso; qualche giorno fa a Torre del Greco c’è stato un corteo di ben 800 persone che ha sfilato per le strade della cittadina vesuviana. Che c’è di strano, direte, siamo nel paese della crisi cantieristica e del lavoro che manca! Ed invece era il corteo dei sottoscrittori di bond della Deiulemar, la società che ha raccolto oltre 700 milioni di euro da una platea di 13500 persone, promettendo interessi strabilianti e fallendo miseramente, con grave danno per i risparmiatori. Si calcola che mediamente i risparmiatori abbiano perso oltre 50.000 euro a testa. Siamo veramente tanto poveri da non poter pagare la tassa sulla casa? Siamo davvero tanto disperati da sequestrare i dipendenti diEquitalia per non aver pagato per dieci anni il canone Rai? La politica è veramente altra cosa da noi? Oppure, più semplicemente, non siamo più disposti a pagare chi non può farci più dei favori personali? Alla prossima puntata.


 

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di Raffaele Pirozzi
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