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Napoli. Dietro i progetti solo clientelismo e corruzione

Gli sprechi di Gabriele e l'Isola che non c'è


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Gli sprechi di Gabriele e l'Isola che non c'è
15/02/2010, 11:02

NAPOLI - Ci si può assicurare i voti dei capitalisti e, al contempo, ottenere anche quelli della forza lavoro? Si possono insomma accontentare due categorie di cittadini scisse da un atavico conflitto economico-sociale? Se si è assessore al Lavoro della Regione Campania e si segue alla lettera un triste copione fatto di clientele e corruzione probabilmente si. Ma coma funziona? Come ha fatto, Corrado Gabriele, a beneficiare sia dei voti dei disoccupati che di quelli degli imprenditori? In pratica, il circolo completo e virtuoso che trasforma un senza lavoro in un lavoratore a tutti gli effetti, consta essenzialmente di quattro fasi: orientamento, formazione, precariato ed infine impiego. Se ci si cura di garantire solo i primi tre passaggi; guardandosi bene di ottenere anche un solo impiego alla fine della catena, si fanno contenti un po’ tutti e si fa in modo che l’intero meccanismo della disoccupazione diventi incredibilmente redditizio per molti soggetti e dispendioso solo per coloro che pagano le tasse. Ma spieghiamoci ancora meglio con esempi concreti.
Immaginiamo 1000 disoccupati che protestano notte e giorno per avere il loro bravo sussidio di 500 euro mensili e poi immaginiamo che un politico prometta loro i tanto apparentemente agognati posti di lavoro. Prima di tutto si dovrà provvedere ad avviare dei corsi di formazione; preferibilmente affidati a società private ed imprenditori di diverso genere. Ovviamente, per muovere la macchina formativa, occorreranno dei fondi.
Ed ecco che qui entrano in scena Regione e Provincia (e quindi i contribuenti) con generosi stanziamenti monetari che finiscono direttamente nelle casse delle agenzie private e nelle tasche degli imprenditori coinvolti. I corsi di formazione nemmeno partono e per una ragione molto semplice: perché non conviene a nessuno; né alle agenzie (che nel frattempo hanno goduto dei fondi pubblici) né tantomeno ai disoccupati (i quali, lavorando già a nero, hanno 500 euro mensili in più su cui contare senza avere la noia di seguire corsi formativi o di dedicarsi ad un secondo lavoro). In questo modo si crea una vera e propria classe di disoccupati per professione che divengono fedelissimi del politico di turno e si assicurano un vitalizio assistenzialista che, sommato agli introiti percepiti a nero, può far arrivare “lo stipendio” agli oltre 2000 euro mensili. Gli imprenditori e le aziende private, dal canto loro, dimostreranno gratitudine a chi ha assicurato loro degli introiti per dei corsi di inserimento nel mondo del lavoro mai avviati e per dei posti di lavoro mai assicurati. E’ questo, in buona sostanza, l’ennesimo segreto di Pulcinella che la Digos rischia di far saltare fuori e che potrebbe creare non pochi imbarazzi all’assessore ex rifondarolo che ora milita nel Pd. Secondo gli inquirenti, infatti, esistono numerose e gravi irregolarità nello svolgimento del poderoso “Progetto Isola” che vede come responsabile proprio Corrado Gabriele. Per ora quest'ultimo si dichiara innocente e non al corrente della cattiva gestione dei fondi.
Fatto sta che, Il progetto Isola, per cui sono stati stanziati 12 milioni di euro, era nato per poter garantire un incontro tra i senza lavoro e gli imprenditori campani. Peccato che nessuno degli uomini d’affari coinvolti abbia mai assunto anche uno solo dei disoccupati organizzati e che, nessuna delle agenzie di formazione, si sia mai preoccupata di avviare i corsi di introduzione al lavoro. Dopo 30 anni, dunque, le forze dell’ordine si sono accorte che qualcosa nel sistema impiegatizio campano non andava ed hanno aperto delle indagini che qualcuno, tra i pochissimi politici onesti e i sindacalisti più coraggiosi, invocava da tempo. In ogni caso il progetto Isola è già stato “riciclato” ed ora si chiama Bros; al suo interno verranno inglobati anche gli indultati; ex galeotti in cerca di un impiego ma soprattutto del famoso sussidio per cui si fanno proteste, minacce e, qualche volta, addirittura si uccide. Come sempre si assisterà al pietoso spettacolo, molto campano a dire il vero, dello scarica barila. Nessuno avrà responsabilità, nessuno saprà nulla e nessuna saprà spiegarsi certe irregolarità plateali. Palazzo Santa Lucia, doveroso precisarlo, qualora fosse accertato il reato di truffa ad opera di società di formazione ed imprenditori, sarà considerata formalmente parte lesa.
Oltre al caso Isola che potrebbe dunque giudicarlo come vittima di raggiri e non come carnefice o speculatore, Gabriele deve inoltre fare i conti con una questione morale decisamente delicata e potenzialmente esplosiva, ovvero, il processo che lo vede indagato per molestie sessuali nei confronti delle sue due figliastre (all’epoca dei fatti minorenni). Un processo che dura oramai da diversi anni e che ha visto testimoniare le due ragazze con racconti agghiaccianti. Racconti che, dalle perizie psicologiche effettuate, risultano decisamente aderenti alla realtà e quindi difficilmente frutto di invenzioni o fantasie diffuse ad hoc per infangare il politico napoletano.
Ovvio che, fin quando l’indagine della Digos ed il processo per molestie non si concluderanno con una condanna definitiva, l’assessore Gabriele deve essere considerato completamente innocente. Il nostro intento, infatti, non è quello di favorire un giudizio sommario sulla comunque controversa figura del nuovo membro del Pd ma, al contrario, esclusivamente quello di informare su fatti di assoluta rilevanza che il dovere di cronaca giornalistica impone di porre all'attenzione degli elettori.
Le conclusioni e le sentenze spettano in via esclusiva alla magistratura. Intanto, a noi ed ai lettori, è concessa solo la legittima possibilità di porci qualche quesito: come mai personaggi come Piero Marrazzo e Flavio Delbono si sono dimessi e Corrado Gabriele resta saldo al suo posto? La questione morale nel Partito democratico ha lo stesso peso per tutti o sa fare opportune eccezioni?

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di Germano Milite
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