Politica / Parlamento

Commenta Stampa

“Una nuova Carta permetterebbe una vera democrazia”

Governabilità? Per il premier occorre una nuova Costituzione

“Ha delle ossessioni” replica Pierferdinando Casini

Governabilità? Per il premier occorre una nuova Costituzione
09/04/2011, 09:04

ROMA - Silvio Berlusconi punta il dito contro la Costituzione: passata al momento in secondo piano la dibattuta e tanto desiderata quota 330, che permetterebbe alla squadra di governo di operare senza troppi ostacoli, adesso è la volta della Carta Costituzionale. Per il premier, infatti, occorre una nuova Carta, perché solo così si potrà permettere alla maggioranza eletta di varare i provvedimenti e le riforme promesse ai cittadini, e solo così si avrà “una vera democrazia”. In altre parole, per una maggiore e stabile governabilità il premier auspica una modifica della Costituzione, per superare quella suddivisione di poteri fra i vari organi dello Stato, comprensibilmente voluta dai padri costituenti negli anni successivi al fascismo, ma che oggi “non ha più ragion d’essere”. “Quando scesi in politica dissi ‘qua bisogna cambiare tutto’, e mi facevo tante illusioni”, premette il Capo del governo durante una cerimonia per la premiazione di alcuni giovani laureati a palazzo Chigi. Una disillusione che il Cavaliere ha più volte espresso in privato, soprattutto in questi giorni in cui sta toccando con mano la difficoltà di portare a casa provvedimenti a lui particolarmente cari, come la prescrizione breve e la riforma della giustizia.
Parole che scatenano la reazione delle opposizioni che, compattamente, si schierano in difesa della Carta e si scagliano contro il presidente del Consiglio. Immediate, infatti, sono state le repliche. “Quando non si hanno argomenti, si dicono cose prive di fondamento”, è la replica del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ribatte alle affermazioni del Cavaliere, sostenendo che le leggi devono essere fatte per le vittime, non per gli accusati. Pierferdinando Casini preferisce usare l’ironia: “Ha delle ossessioni”, replica il leader centrista. Senza appello la condanna di Pierluigi Bersani che chiede al premier di non toccare la Carta: “Prima che arrivasse lui nessuno aveva dubbi che avessimo una vera democrazia: non si permetta di trattare in questo modo la Carta costituzionale”, ha detto il segretario del Pd, sottolineando che quella italiana è “la Costituzione più bella del mondo e non consentiremo a Berlusconi di sfasciarla”.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©