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Intervista di Julienews a Riccardo Villari (Mpa)

"Governano Napoli con un cinismo agghiacciante"


'Governano Napoli con un cinismo agghiacciante'
28/12/2009, 12:12

NAPOLI - Lo ha conosciuto tutta l’Italia. Da parlamentare ha occupato le prime pagine dei quotidiani nazionali per la vicenda legata alla nomina di presidente della commissione di vigilanza Rai. Il putiferio. Si è seduto sulle poltrone più importanti dei talk-show televisivi. Il suo comportamento divise l’Italia. Divise la politica e gli opinionisti. Riccardo Villari, in quella occasione, fu tradito dal suo partito. Il Partito democratico. Fu scelto come uomo di garanzia dal centrodestra. Un riconoscimento alla sua storia. Non bastava. Villari aveva ed ha un difetto: non è espressione della nomenclatura dei partiti. Non fu scelto dalle oligarchie. Ecco perché, innanzitutto il Pd, la forza politica che aveva il diritto-dovere di difenderlo, chiese ed ottenne la sua testa. Villari non l’ha mai abbassata, non si è mai piegato ai giochi di potere. Si è ribellato. Ha passato un periodo lunghissimo nel gruppo misto, da indipendente, poi è arrivata la nomina di commissario campano dell’Mpa. La “colomba” lo ha candidato a presidente della Regione. Ha alzato il tiro. Ha fatto capire che il partito non è una succursale né del Pdl né del Pd. Il progetto è ambizioso: “Costruire al Sud, e nel caso specifico in Campania, - spiega Villari - il partito dei territori”. Come ha fatto la Lega nelle regioni del nord Italia. Il contesto politico e sociale, non bisogna dimenticarlo, è diverso. Al Sud tiene banco il clientelismo. La gente chiede posti di lavoro in cambio del voto ed i partiti selezionano la classe dirigente attraverso dei meccanismi distorti e deviati. Ecco perché, da destra a sinistra, i faldoni sulle inchieste relative ai clan della camorra sono pieni di nomi eccellenti di politici, di rappresentanti istituzionali e di vertici delle forze politiche. “Non voglio affrontare casi specifici perché, in questo momento, qualsiasi cosa dici viene strumentalizzata ed utilizzata per fare polemica”, Riccardo Villari non ha peli sulla lingua e rilascia, in esclusiva a Julienews, un’intervista a tutto campo. “Non associatemi ad un rivoluzionario, per carità - spiega il leader dell’Mpa -, ma c’è bisogno di una svolta seria. In Campania, tra tutte le emergenze, ce n’è un’altra ancora più grave. Manca la politica e la latitanza delle istituzioni nei territori ha consentito che l’antistato, ovvero la camorra, si è trasformato nell’unica istituzione riconosciuta, presente, che fornisce risposte: dà lavoro e muove l’economia. E’ inutile nascondersi. I clan hanno trovato il modo e lo spazio per infiltrarsi nelle istituzioni locali. Sono presenti nei centri decisionali. La colpa è nostra e dei partiti. Un esempio su tutti. La lista del Pd alle ultime elezioni politiche. Sono stati candidati soggetti che nulla hanno a che fare col nostro territorio. Non ci sono, non lo conoscono e non parlano dei problemi. Noi parlamentari non rappresentiamo nessuno perché non siamo stati eletti, ma nominati. Questo è il frutto di una legge elettorale pessima. La soluzione ai mali della Campania non può arrivare da Roma. E’ assurdo che oggi dobbiamo ancora sottostare alle pagelle di Rosy Bindi oppure ascoltare le sue parole sulla spartizione delle poltrone. Si è persa la misura. Si continua in un’ipocrisia che fa male ai territori, con la complicità di molti mass-media. Sappiamo come funziona il meccanismo”.
Villari inizia proprio dal suo ex partito. Ha il dente avvelenato. “Analizziamo la storia degli ultimi 20 anni del centrosinistra e del personale politico che oggi compone il Pd. Che si sia perso o si sia vinto, non fa differenza. Sulle poltrone c’erano seduti e sono seduti sempre gli stessi. Come se non avessero responsabilità e non dovessero rispondere del loro operato a nessuno. Ora, come Rosy Bindi, vogliono pure farci la morale. La ricetta va cercata in Campania. Roma tira acqua al proprio mulino”. E la ricetta di Villari e dell’Mpa è chiara: “La prima garanzia che diamo ai cittadini campani riguarda la composizione delle nostre liste: saranno aperte, rappresentative delle istanze dei territori e soprattutto trasparenti”. La forza di Villari e di Ronghi ha restituito nuova linfa e vigore all’Mpa. Enzo Scotti e Antonio Milo avevano fatto male i conti. Puntavano al partito famiglia per garantirsi, ad ogni elezione, un posto al sole. Il disegno è fallito. L’ultimo incasso della coppia Milo-Scotti è stato quello della nomina di Antonio Iervolino in giunta alla Provincia di Napoli. Un partito che vuole il rinnovamento non propone, poi, nei momenti decisionali e nei posti chiave, un “dinosauro”, un superstite della vecchia Repubblica. La “colomba” è stata commissariata proprio per questi episodi. Il leader nazionale, Raffaele Lombardo, ha dimostrato di voler fare sul serio.
“Non è possibile che oggi - continua Villari - i candidati presidenti della Regione Campania vengano decisi sulla scorta di un equilibrio nazionale. Dalle decisioni prese in Puglia, nel Lazio ed in Liguria, ad esempio, dipende il destino della nostra terra. La Campania non è la ruota di scorta oppure il <contentino> di qualcuno. Siamo in emergenza. Nessuno parla dei problemi della gente, della disertificazione industriale. La popolazione sta perdendo posti di lavoro, le fabbriche chiudono. I giovani non hanno opportunità. Qui nessuno se ne frega. Non discutono dei problemi. E’ come se non esistessero. Parlano solo di posti in lista, di candidature, di equilibri politici e di coalizioni. Per di più, lo ribadisco, con una classe dirigente che non rappresenta nessuno. La mia candidatura è, innanzitutto, l’alternativa a questo sistema. E’ anche un modo per rimarcare la nostra posizione politica sulle alleanze”. E qui arriva la sorpresa. “Siamo equidistanti dal Pdl e dal Pd - spiega Villari -. Con i centristi sarà più facile discutere ma non è detto che si trovi la quadra. Abbiamo autonomia e libertà di scelta. Ci confronteremo e saremo insieme con chi la pensa come noi. Fino ad oggi, però, non ho trovato interlocutori politici”. Alla fine arriva la bordata più pesante al centrosinistra ed in particolare alla classe dirigente che amministra Napoli. “Non voglio esprimere giudizi sull’amministrazione cittadina - conclude il commissario dell’Mpa -. I risultati sono evidenti e sotto gli occhi di tutti. Il problema è un altro. Assisto sbalordito ad un cinismo che ti lascia a bocca aperta. Ricordo che è morto un assessore (Giorgio Nugnes, ndr) in un contesto di totale indifferenza. Come se non fosse successo niente. Ecco per rinascere bisogna mettere da parte questo modo agghiacciante di concepire la politica e l’amministrazione. Questo è l’augurio più grande che posso fare a me ed a tutti i miei concittadini napoletani. Mettiamo da parte il cinismo e lavoriamo per esaltare le nostri migliori doti, quelle di un popolo ingegnoso che vuole diventare libero. La nostra terra deve liberarsi innanzitutto della camorra, che ci soffoca ed ostacola qualsiasi iniziativa di sviluppo positivo”. Parole sante. Argomenti ed emergenze che dovrebbero attirare l’attenzione di tutti i partiti. Troppi affari consumati, troppi business, troppe connivenze tra chi governa e il malaffare. Troppi intrecci tra la locale classe dirigente e la camorra. Argomenti scottanti. Un terreno minato che nessuno vuole attraversare. Non ne vogliono nemmeno parlare. La sfida dell’Mpa e di Villari è ambiziosa. Dopo le parole, però, bisogna passare ai fatti. E le prossime elezioni regionali per la “colomba” rappresentano il banco di prova più importante.

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di Giovanni De Cicco
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