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GOVERNO: 5 POLTRONE PER 7 ASPIRANTI; PRIMA LITE


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GOVERNO: 5 POLTRONE PER 7 ASPIRANTI; PRIMA LITE
12/05/2008, 16:05

Primo intoppo per il nuovo governo Berlusconi. Il consiglio dei ministri convocato alle 11 di lunedì per la nomina di viceministri e sottosegretari è slittato alle ore 18. Il motivo del rinvio sono i nodi ancora non risolti in particolare all'interno di Alleanza Nazionale per gli incarichi di numeri due e di sottosegretario. Lo scoglio più difficile da superare, infatti, riguarda proprio Adolfo Urso e Alfredo Mantovano, entrambi di An e destinati, per oggettive competenze, il primo al Commerico estero e il secondo all'Interno. Ma i posti per viceministro sono cinque e non sei. Su questo fronte riemergono le correnti interne al partito di Via della Scrofa. L'ala guidata da Gianni Alemanno, sindaco di Roma, rimasta fuori nella scelta dei dicasteri, spinge per Mantovano. Ma la maggioranza del partito vuole il finiano doc Urso. Non solo. La Lega dice no a un nome, proprio quello di Mantovano al Viminale, che potrebbe fare ombra al ministro Maroni.

Il problema è soprattutto di numeri. Il partito di La Russa e Fini ha chiesto al Cavaliere di ampliare la pleatea dei viceministri, ma Silvio Berlusconi non intende fare passi indietro e resta fermo su cinque. Uno sicuro della Lega, Roberto Castelli alle Infrastrutture-Trasporti con delega alle strade del Nord. Tre di Forza Italia e uno solo di Alleanza Nazionale. Ma non finisce qui. Un nodo non irrelevante c'è anche tra gli azzurri. Anche in questo caso i candidati a numero due sono troppi. Sicuri Michela Vittoria Brambilla al Turismo e Guido Crosetto a un ministero non economico (al fine di garantire la presenza di un esponente piemontese). Il problema è che sono in corsa anche Giuseppe Vegas all'Economia (spalleggiato da Giulio Tremonti che già lo ha avuto come vice in Via XX Settembre) e Paolo Romani, sostenuto direttamente dal presidente del Consiglio per le Comunicazioni. Un rebus che dovrà essere risolto nelle prossime ore. Ma non è facile quando ci sono cinque posti per sette persone...

Quanto ai sottosegretari, che saranno tra 32 e 34 (il Cavaliere manterrà il tetto massimo di sessanta membri dell'esecutivo, le prime telefonate da Palazzo Chigi sono partite domenica sera, ma "non per tutti", viene fatto notare da fonti del Pdl (il giuramento è slittato alle ore 20). Forza Italia schiera un drappello di tutto rispetto con qualche new entry e qualche conferma: strada spianata tra gli altri per Cossiga (non l'ex presidente della Repubblica) alla Difesa, Di Virgilio alla Salute, Nitto Palma agli Interni, Cicolani alle Infrastrutture. Dentro anche Luigi Casero (Fi), Alberto Giorgetti (An) e Daniele Molgora (Lega) all'Economia. Sul fronte di An le tensioni che la partita dei viceministri ha creato tra le varie anime del partito non si scaricano sulla griglia dei sottosegretari. Il motivo è chiaro: la platea è più grande e c'è spazio per tutti. Un posto da sottosegretario dovrebbero averlo Granata, Rampelli, Menia, Martinat, Viespoli e (forse) anche Bonfiglio.

 

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di Redazione
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