Politica / Politica

Commenta Stampa

Scontro durissimo tra Letta e Alfano

Governo ad un passo dalla crisi, in Cdm Pd e Pdl contro


Governo ad un passo dalla crisi, in Cdm Pd e Pdl contro
28/09/2013, 10:41

ROMA - Durissimo scontro tra Pd e Pdl nel Consiglio dei Ministri di ieri. Sin dall'inizio, con Letta che pare abbia sbottato: "Se ci fosse stata un'altra legge elettorale mi sarei già dimesso. Non devo e non dobbiamo per forza mangiare il panettone. O si rilancia o si chiude". E poi ha aggiunto: "O si fa chiarezza fino in fondo o andiamo subito a casa, in queste condizioni non sono disponibile ad andare avanti. Sono determinato a non farmi logorare e il presidente Napolitano la pensa come me". In particolare a Letta non è andato giù che l'annuncio delle dimissioni di massa del Pdl sia stato dato poco prima che lui parlasse all'Onu, facendoci fare l'ennesima figuraccia di un premier che non sa neanche se ha una maggioranza (e quindi a nome di chi parla? ndr). 
La prima conseguenza è l'aumento dell'Iva che scatterà martedì e per cui non sono state prese misure: "Ora mi aspetto un chiarimento definitivo e in questo momento non è possibile esaminare un provvedimenti economici, come l'Iva, che impegnano il bilancio su operazioni che valgono miliardi senza la continuità dell'azione di governo". Anche perchè, ha continuato Letta, "il documento che porterò in Parlamento andrà ad incidere su tutto il 2014, sarebbe una contraddizione il permanere delle dimissioni in bianco pur sapendo tutti come andrà in giunta sulla decadenza di Berlusconi". 
Il Pdl con Alfano ha replicato tentando di addossare la colpa della crisi al Pd, al fatto che sono in un momento congressuale e "all'antiberlusconismo" dei democratici. Una accusa facilmente respinta al mittente, dato che è stato il Pdl ad annunciare dimissioni di massa. Nè è valso il tentativo del Pdl di deviare il discorso sulla riforma della giustizia. Ma a quel punto c'è stata la reazione di Franceschini ("Per il Pdl la giustizia è sinonimo dei problemi giudiziari di Berlusconi, non esiste la possibilità di barattare la durata del governo con cedimenti sulle regole") e di Delrio ("E' irricevibile la verifica sulla giustizia, e poi i problemi del Paese sono altri come il lavoro e i giovani, non la giustizia come dice Alfano"). Quagliariello e Lupi hanno tentato di mediare, limitandosi a sottolineare lo squilibrio tra i 13 ministri del Pd e i 5 del Pdl e chiedendo un rimpasto. Ma a quel punto è arrivata la raggelante risposta di Mario Mauro, che ha ricordato come Scelta Civica intenda appoggiare il governo Letta, in caso di crisi; e che non tutti i parlamnetari del Pdl hanno intenzione di dimettersi. Se al Senato si riuscisse a creare un gruppo centrista a supporto di un Letta bis, il pdl rischia di restare col cerino acceso in mano. 

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©