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Per Berlusconi quota 325 è la salvezza

Governo: avanti la compravendita, ma adesso è stand by

Fonti parlamentari di maggioranza smentiscono il premier

Governo: avanti la compravendita, ma adesso è stand by
17/02/2011, 14:02

ROMA – “Presto arriveremo a quota 325” e “avremo una maggioranza tale da poter non solo amministrare”, ma anche per riuscire a fare delle riforme. Silvio Berlusconi ne va fiero e non fa altro che ripeterlo e ripeterlo tutte le volte che può, facendo dell’allargamento di maggioranza il suo cavallo di battaglia. Per il presidente del Consiglio, quindi, il numero dei parlamentari a sostegno del governo è destinato ad aumentare, ma a contraddirlo questa volta sono fonti parlamentari della stessa maggioranza, che invece vedono la compravendita berlusconiana in stand by: “La fase esplorativa continua, anzi non si è mai fermata – riferiscono infatti indiscrezioni provenienti dal Pdl - ma al momento non sembra muoversi granchè”. Gli obiettivi dei cosiddetti “cacciatori di teste” che puntano a reclutare nuovi parlamentari sono quelli di sempre: Fli, Udc e scontenti dell’area moderata del Pd. Ma se le vicissitudini del partito di Fini potrebbero far presagire a qualche passaggio, sul fronte di centristi e democratici la situazione resta piuttosto ferma. Oltre a eventuali passaggi da Fli (non ultimo l’addio del senatore Giuseppe Menardi al gruppo di palazzo Madama), i nomi dei più gettonati alla transazione restano quelli citati negli ultimi giorni: I LibDem Italo Tanoni e Daniela Melchiorre e Aurelio Misiti e Fernando Latteri dell’Mpa. Una fonte della maggioranza vicina alle trattative assicura che “entro la fine di questa settimana tutti e quattro passeranno da noi. Ed entro l’inizio della settimana prossima ci sarà un riequilibrio delle Commissioni con dei prestiti dal Pdl”. Intanto un primo scacco è stato registrato. Nel mirino del premier c’erano i deputati radicali. Ma alle parole del ‘responsabile’ Silvano Moffa che si era detto certo di un ingresso dei Radicali stessi nella maggioranza, ha replicato, smentendo il tutto, Marco Pannella secondo cui Moffa “scambia i suoi desideri per la realtà. Io – ha aggiunto Pannella smentendo quindi un ingresso in maggioranza - sarei molto lieto se la maggioranza in questione entrasse da noi”. Il famoso ampliamento della maggioranza dunque almeno per il momento sembra essersi arrestato. Non basta dunque riempirsi la bocca di numeri, nel tentativo di fare della compravendita il proprio asso nella manica. E inoltre quota 325 non piace al Carroccio, che attraverso le parole del ministro Calderoli sembra beffeggiare lo stesso premier: “quota 325 è un buon numero, ma 330 è più bello”.

AGGIORNAMENTO ALLE ORE 14:27
Anche Francesco Pontone, dopo Giuseppe Menardi, lascia il gruppo del Fli al Senato per fare ritorno al Pdl. L’uscita è questione di poco, frenata solo dalla richiesta di aspettare ancora qualche giorno, almeno fino a martedì prossimo, giunta dai futuristi. Insomma aspettare è un gesto di cortesia, anche di signorilità che ha sempre contraddistinto l’agire di Pontone, ma la determinazione politica è certa. A tagliare corto sulla compravendita berlusconiana è proprio Fli attraverso le parole di Aldo Di Biagio: “Puntuale arriva la nuova campagna acquisti dei colonnelli della maggioranza, che con la nuova stagione si arricchisce di offerte ancora più succulente e rilanci all’ultimo obolo. Da giorni questo ramo di Parlamento sembra qualcosa a metà strada tra un suk arabo e una norcineria di paese, dove cariche, poltrone e promesse vengono scambiate e rilanciate come fossero caftani o salsicce”.

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di Antonio Formisano
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