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L'UDC replica: "Non vogliamo entrare in questo esecutivo"

Governo dalle larghe intese: arriva il no di maggioranza e opposizione


Governo dalle larghe intese: arriva il no di maggioranza e opposizione
12/07/2010, 17:07

ROMA  - Pier Ferdinando Casini, leader UDC, rivolge a Silvio Berlusconi un appello: “Se fossi il presidente del Consiglio di fronte alla gravità della crisi economica e alla difficile situazione del Paese chiederei a tutte le forze politiche una responsabilità piu' ampia".
Un Governo che dovrebbe avere comunque a capo Silvio Berlusconi. “Se assumesse questa iniziativa sarebbe intelligente perche' ne avrebbe solo da guadagnare: a quel punto caricherebbe di responsabilita' chiunque, di fronte a quell'offerta, decidesse di sbattere la porta in faccia". Per Casini, se Lega e Idv si tirassero indietro sarebbero "problemi loro", ma "ci sarebbe un'assunzione chiara di responsabilita''.
"Per quanto mi riguarda - aggiunge - non c'e' alcun interesse a partecipare a questo esecutivo: sarebbe ridicolo e umiliante. Bossi e' un esperto di ribaltoni. Io no. Penso sempre ai miei elettori".
Casini replica anche a chi lo addita come sostituto potenziale di Fini:  "Ritengo offensivo pensare che possa interessarmi una vendetta contro Fini per la scelta che portò due anni e mezzo fa alla creazione del Pdl. Non ho mai coltivato nella mia vita politica miserie simili".
Dunque Casini auspica alla formazione del prossimo Governo allargato a tutte le forze e allontana i dubbi dalla possibilità di ingresso in quello attuale.
Per la Lega Nord si tratta di un'idea improponibile e inaccettabile, e le elezioni non sarebbero all’ordine del giorno. “In Parlamento c'e' una maggioranza, e poi -fa notare Federico Bricolo, capogruppo delle Lega Nord al Senato- l'Udc non crede nel federalismo e ha votato contro il pacchetto sicurezza Maroni'. I centristi -ribadisce- sono alternativi al nostro programma, che e' stato votato dagli elettori. Noi -conclude Bricolo- vogliamo continuare su questa strada per cambiare finalmente questo paese e diciamo un chiaro e netto no alla proposta di Casini. La Prima Repubblica, la politica dei salotti e le maggioranze che cambiano a tavolino, è finita da un pezzo ''.
 
Italo Bocchino, vicecapogruppo PDL alla Camera, ha mostrato apertura ed ha parlato “della necessità di trovare un modo per allargare la maggioranza all'Udc, partendo da una piattaforma programmatica e non da un problema di numeri”.
Poi Bocchino ha precisato: “Se il Premier vorrà dichiarare la crisi governo per crearne uno nuovo potrà farlo solo di concerto col Capo dello Stato, come prevede la Costituzione. Certo se ci fosse l’intesa con l’UDC la maggioranza ne uscirebbe più forte”.
Dal PD arriva un secco no, pronunciato da Dario Franceschini, ex segretario:“Qualsiasi soluzione possibile per garantire un governo al Paese che affronti le emergenze e aiuti il passaggio verso un bipolarismo moderno ed europeo per noi non può che passare attraverso il superamento e la chiusura dell'era di Berlusconi".
 
Per Italia dei Valori, il Governo proposto dal leader dell’UDC è solo “un gran pasticcio”.
Gli consente di tener aperti almeno due tavoli – afferma  il senatore dipietrista Felice Belisario, capogruppo dell'Italia dei Valori a Palazzo Madama - Bisogna tornare al voto".
Insomma le varie opposizioni non vogliono farsi carico di possibili soluzioni per far fronte a potenziali crisi di Governo.
 
Il ministro degli Esteri Franco Frattini parla di “tradimento verso gli elettori”: “Un governo di larghe intese è l'ultima cosa al mondo che potrebbe essere spiegata ai nostri elettori: sarebbe un tradimento".
Gianfranco Rotondi, ministro per l'Attuazione del programma, commenta: "Casini? Ben venga ma solo se si parla di allargamento del centrodestra".
 
L’ultima parola però spetta a Lorenzo Cesa, segretario  dell’UDC. “Non abbiamo nessuna intenzione di entrare in questo Governo. Stiamo parlando di una cosa diversa, stiamo chiedendo al presidente del Consiglio, a fronte delle difficoltà che vive il Paese, di prendere atto della situazione e di fare un appello alle opposizioni, compreso il Pd, e a chi vuole aderire a questa idea".
 
Questo perché, secondo il segretario centrista, "se andiamo ad elezioni con questo sistema, il giorno dopo avremo la stessa identica situazione. Non affrontare seriamente il discorso delle riforme sarebbe irresponsabile".

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di Elisabetta Froncillo
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