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Il sottosegretario ospite di Lucia Annunziata “In 1/2 ora”

Governo: Delrio, possibile tassazione dei Bot


Nella foto il sottosegretario Graziano Delrio
Nella foto il sottosegretario Graziano Delrio
23/02/2014, 16:30

ROMA  - Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,  Graziano Delrio, ospite della trasmissione di Lucia Annunziata “In 1/2 ora” , ha tracciato le linee di azione del nuovo governo:  assumendosi l'onere del governo, Matteo Renzi,  sa che corre "un grosso rischio", ha detto,  perché i problemi dell'Italia sono tanti ed endemici e c'è "bisogno di un tempo più lungo" per risolverli.  

Delrio ha annunciato ''l'innalzamento delle imposte sulle rendite finanziare in linea con gli standard europei al 25%". Ad esempio, argomenta il sottosegretario "Se una signora anziana ha messo da parte 100 mila euro in Bot non credo che se le togli 25 o 30 euro ne avrà problemi di salute. Vediamo".

Secondo Delrio, gli utili o proventi di queste tasse, potranno essere reinvestiti "a favore delle fasce più deboli". Il sottosegretario esclude l'introduzione di nuove patrimoniali - "non ci saranno", dice - e annuncia il taglio delle tasse sul lavoro: "Intendiamo certamente aumentare  il taglio del cuneo fiscale. Pensiamo di ricavare risorse in parte dalla spending review, in parte da operazioni industriali e dal rientro dei capitali".

Quanto alle voci che lo accreditavano come possibile responsabile dell'Economia, chiarisce  "Non mi sono mai sentito in corsa. Lo diceva anche lui (Renzi) ma io ho sempre resistito. Renzi ha bisogno accanto a lui di un uomo con grande credibilità internazionale, come Padoan".

Poi, sul rapporto tra via XX Settembre e Palazzo Chigi: "L'importante è che non si crei dicotomia tra ministro dell'Economia Padoan e il premier, come fu tra Berlusconi e Tremonti. Ma abbiamo chiarito prima con Padoan che farà parte di una squadra e lui si è detto contentissimo di esserne parte".

In riferimento ai vincoli europei, il collaboratore più fidato del premier chiarisce "Non vogliamo sforare il 3%, non ha senso e, tra l'altro, c'è un 3% del nostro Pil che non stiamo rispettando, quello da reinvestire in ricerca e sviluppo. Vogliamo andare in Europa dicendo che non siamo l'Italia che annuncia, ma che fa". 

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di Rosario Scavetta
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