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E Bersani attacca Berlusconi: non è credibile, si dimetta

Governo, Enrico Letta: "Sì a Tremonti o Maroni premier"


Governo, Enrico Letta: 'Sì a Tremonti o Maroni premier'
01/02/2011, 10:02

ROMA - Apertura a Tremonti o Maroni quali potenziali premier, a condizione però che Silvio Berlusconi esca definitivamente di scena. A sostenerlo è Enrico Letta, vicesegretario del Pd, in una lunga al Foglio. Secondo Letta il dialogo sulla crescita sarebbe possibile “ma con un altro premier” dice. ''Vogliamo prenderci sul serio? Vogliamo trasformare le interessanti proposte contenute nella lettera'' di Berlusconi al Corriere della Sera ''in un'agenda economica di un nuovo Governo? Facciamolo'', ma ''con un altro premier''. Il Pd, insomma, e' ''disposto a discutere anche del piano economico per la crescita'', ma ''per farlo ci vuole un governo credibile. Per questo oggi siamo disponibili, per andare oltre Berlusconi, a lavorare per un piano per l'Italia di domani anche con un governo guidato da una persona responsabile come Roberto Maroni''. ''Oggi - aggiunge - noi non abbiamo paura a dire che un programma di quel tipo, presentato da un governo guidato da Tremonti o un Maroni saremmo disposti ad appoggiarlo anche domani''. A rincarare la dose nei confronti del Cavaliere ci pensa Pierluigi Bersani, il quale sostiene che “Berlusconi non ha la credibilità per proporre alcunché”. Il commento del leader del Pd è riferito alla lettere pubblicata ieri dal Corriere della Sera: un appello in cui chiede di “agire insieme in Parlamento” per discutere “un grande piano bipartisan per la crescita dell’economia italiana”. “Ha avuto tre anni per fare ciò di cui parla e non lo ha fatto – incalza Bersani – In Parlamento sono andati avanti a colpi di decreti e voti di fiducia, senza mai affrontare i veri problemi del Paese, mentre tutte le nostre proposte sono state respinte. E ora che è in difficoltà pensa di uscirne così? Se lo scordi. Il suo tempo è scaduto, deve soltanto dimettersi”. Bersani discute della proposta del premier con gli altri dirigenti del Pd e anche con i leader del Terzo polo. La valutazione comune è che la lettera di Berlusconi è nella migliore delle ipotesi, per dirla col segretario Pd, “sinceramaestemporanea”. 

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di Davide Gambardella
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