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Questa sera il presidente preincaricato torna sul Colle

Governo, il mandato di Bersani torna nelle mani di Napolitano

Senza la certezza di una maggioranza disposta a sostenerlo

Governo, il mandato di Bersani torna nelle mani di Napolitano
28/03/2013, 09:34

ROMA - ''La vicenda e' chiusa e l'ha chiusa Bersani che ora si trova nel vicolo cieco in cui si e' infilato. Sta a lui, ora, rovesciare la situazione, se vuole e se puo', nell'interesse del Paese''. Questa dichiarazione di Angelino Alfano arriva in serata e sembra chiudere ogni spiraglio al tentativo di Pier Luigi Bersani di far decollare un governo.
Ma siccome le parole del segretario del Pdl prevedono la possibilita' che la situazione possa essere ''rovesciata'', tocca ora al presidente preincaricato fare un'altra mossa per evitare il fallimento del mandato ricevuto dal Capo dello Stato.
La giornata politica di Bersani, che sta lavorando anche alla lista dei ministri, prevede in mattinata le ultime consultazioni: alle 10,30 incontra i rappresentanti di Centro Democratico, alle 11 la delegazione di Sel, alle 11,30 i capigruppo del Pd. La dichiarazione di ieri sera di Alfano pone una forte ipoteca su quanto potra' dire Bersani al presidente Giorgio Napolitano, quando in serata dovrebbe salire sul Colle per riferirgli lo stato della situazione.
Non avendo i numeri di una maggioranza al Senato dopo il secco no arrivato dal M5S, un eventuale governo Bersani puo' nascere solo con l'assenso del centrodestra. Questo consenso non puo' prendere le forme di un voto favorevole (altrimenti si tratterrebbe di ''governissimo''), da qui l'ipotesi che i senatori di Pdl e Lega Nord possano lasciare l'Aula del Senato. 
Perche' questo possa accadere, il centrodestra chiede alcuni impegni: l'apertura di un dialogo per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica senza i soli voti del centrodestra, la presidenza da parte di un esponente del Pdl della commissione - o della ''convenzione'' - sulle riforme istituzionali che potrebbe nascere subito dopo l' insediamento dell'esecutivo per rispettare l'indicazione di Napolitano sulla necessita' di un impegno di tutte le forze politiche sulle riforme istituzionali.
Altri punti di incontro potrebbero riguardare la politica economica: riforma dell'Imu sulla prima casa, rinvio della Tares, sblocco del patto di stabilita' che riguarda gli enti locali in modo da mettere in moto alcuni investimenti nel settore pubblico.
La maggiore difficolta' nella trattativa riguarda il problema del Capo dello Stato. Il Pd continua a dirsi indisponibile, mentre Pdl e Carroccio ricordano che il centrosinistra ''non puo' prendere tutto'' dopo aver eletto con solo i propri voti i presidenti di Camera e Senato. 
Se il Capo dello Stato non dovesse ritenere di far proseguire il tentativo di Bersani, potrebbe aprirsi tutt'altro scenario. Napolitano userebbe i giorni di Pasqua per riflettere sulla difficile situazione che si e' venuta a creare. Subito dopo non rinuncerebbe a offrire un altro mandato, di fatto esplorativo, nel tentativo di sbloccare il rapporto tra partiti. A quel punto il mandato potrebbe andare a una personalita' in grado di formare un ''esecutivo di scopo'' (Anna Maria Cancellieri, attuale ministro degli Interni, o Piero Grasso, presidente del Senato?).
Questo governo, se vedesse la luce votato dai principali partiti, potrebbe durare fino alle elezioni europee della primavera del 2014, quando le elezioni anticipate per Camera e Senato potrebbero abbinarsi a quelle per il rinnovo del Parlamento di Bruxelles.
Riforma elettorale e gestione della crisi economica sarebbero le sue priorita'. A fare in fretta spinge in ogni caso il logoramento del governo in carica gia' dimissionario, dopo la vicenda delle dimissioni di Giulio Terzi, ex ministro degli Esteri. Mario Monti, intervenendo ieri alla Camera sul caso dei maro', e' stato chiarissimo: ''Questo governo non vede l'ora di essere sollevato''.

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di Veronica Riefolo
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