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Le posizioni di Bondi e Brunetta.

Governo, Pdl diviso sulla sorte dell'esecutivo


Governo, Pdl diviso sulla sorte dell'esecutivo
27/09/2013, 11:51

ROMA - In relazione alla possiblità di aprire una crisi di governo nelle ultime ore emergono contraddizioni all'interno del Pdl, con il coordinatore nazionale Sandro Bondi che preme per chiudere l'esperienza del governo Letta e Renato Brunetta che ha affermato che il in questa vicenda "il governo non c'entra nulla". In una nota Sandro Bondi ha affermato: "Se ancora sopravvivesse un residuo di serieta' in questo sventurato Paese si prenderebbe atto senza perdere nemmeno un secondo della crisi di un governo e di una maggioranza che non esistono piu' da tempo, almeno dal momento in cui il Pd ha dichiarato guerra ad un proprio alleato di governo. In queste condizioni, prolungare l'agonia di questo governo e di questa legislatura non giova a nessuno tantomeno all'Italia. Questo Napolitano lo sa bene". Brunetta invece ha dichiarato che il "il Governo non c'entra in questa vicenda, o meglio; il Governo viene eletto da una maggioranza, nella maggioranza ci sono Partito Democratico, Popolo della Liberta'-Forza Italia e Scelta Civica. Bene, non e' possibile che questa stessa maggioranza che regge il Governo cambi al Senato per votare retroattivamente la decadenza del Senatore Berlusconi. La fiducia? Se sara' per il Governo, non ci sara' alcun problema, il problema sara' del Partito democratico: con chi vota la fiducia, con la stessa maggioranza con cui vuol far decadere Berlusconi?" Brunetta ha aggiunto: "Al Senato, la maggioranza si e' spaccata: Pd, Sel e Cinquestelle hanno votato per la decadenza di Berlusconi e questa, ripeto, e' stata una ferita gravissima non solo per la tenuta parlamentare, ma per la stessa sopravvivenza della maggioranza di Governo. Noi staremo sempre dalla parte della Costituzione, vigileremo per la sua corretta applicazione. Se il Partito Democratico vorra' continuare in questa follia di applicare retroattivamente la legge Severino al senatore Berlusconi, noi del PDL ci dimetteremo tutti dal Parlamento".

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di Armando Brianese
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