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Da Fli a Udc: dimissioni subito. Ma il premier non molla

Governo: pressing delle opposizioni su Berlusconi

Bersani: Responsabilità storica nel declino

Governo: pressing delle opposizioni su Berlusconi
25/09/2011, 19:09

ROMA - L’imperativo è mandarlo a casa. Quasi come unite sotto un’unica bandiera, le opposizioni, da Futuro e Libertà a Udc, passando per il Partito democratico, chiedono le dimissioni di Silvio Berlusconi. Per Gianfranco Fini l'esecutivo "non sa che pesci prendere" mentre Pier Ferdinando Casini il premier deve passare la mano. Ma il Cavaliere non arretra: "Andrò avanti finchè in parlamento avrò maggioranza", aggiungendo che l'Italia "è uno stato di polizia", in riferimento all'uso delle intercettazioni telefoniche. Ma anche nel Pdl ormai si starebbe ai ferri corti per via delle candidature (nel link in allegato la sortita di Gianni Alemanno).

Il presidente della Camera parte dalla giustizia: processo breve, processo lungo e così via. "No a colpi di spugna e ad un uso personale delle istituzioni". Intervistato su sky, Fini critica i provvedimenti voluti da Silvio Berlusconi e si riferisce in particolar modo al processo lungo e alla prescrizione breve: "Dare l'esempio significa tante cose, anche dimostrare di non considerarsi al di sopra della legge e ogni cittadino chiamato a testimoniare magari dirà 'santo cielo' ma poi non può non farlo". Ma non è solo la giustizia che finisce nel mirino del leader di Fli. Anche per quanto riguarda l'economia Fini richiama Berlusconi alle proprie responsabilità: "Non è vero che il Governo è la causa della situazione economica attuale, ma il premier ha la responsabilità enorme di averla negata fino al giorno prima che esplodesse. Se neghi tutto ciò che gli altri prevedono e la previsione si realizza non sai più che fare e questo dà fastidio ai mercati. Ecco perchè l'Italia oggi non è credibile e questa maggioranza non sa che pesci prendere". "Se volessi fare il Pierino, tirerei fuori le dichiarazioni di Tremonti, riprese da Berlusconi. In Parlamento, a maggio, hanno detto che non ci sarebbe stato alcun intervento sui conti pubblici. Se neghi ciò che tutti, al contrario, prevedono e purtroppo la previsione si realizza è evidente che non sai più che fare, e infatti il governo ha cambiato la manovra quattro volte in un mese. Ecco perchè - accusa il presidente dalla Camera - questo dà fastidio ai mercati e spiega perchè l'Italia non è credibile".

Fini, poi, si leva un sassolino dalla scarpa. Partendo dal video che vede Walter Lavitola al fianco di Berlusconi in un viaggio a Panama nel 2010. Proprio quel Lavitola che fu uno degli artefici della vicenda della casa di Montecarlo che tenne Fini sulle graticola per mesi. "Quando ci si circonda di personaggi come quelli - chiosa il presidente della Camera - è evidente che c'è qualcosa di poco trasparente. Anche per quanto riguarda certi documenti patacca...".  Il leader di Fli, inoltre, apre il capitolo intercettazioni. Annunciando la presentazione di una proposta firmata Terzo Polo. Regola ma nessun bavaglio: "Nella maggioranza non si vuole impedere di pubblicare le intercettazioni, si vuole impedire di farle". "Le dichiarazioni zuccherose di Berlusconi sono a due passi dal delirio. I fatti ci mettono di fronte alla verità, dopo anni di menzogne. Davanti a noi c'è il passaggio più arduo dal dopoguerra a oggi. Di più, le preoccupazioni degli italiani sono diventate preoccupazioni per il mondo. Ci aspettano scelte difficili e sempre più difficili per ogni giorno che passa senza un cambiamento". Lo afferma, in una nota, Pier Luigi Bersani, segretario del Partito democratico che aggiunge: "Il Partito democratico, nel segno dell'equità e della crescita, è pronto a prendersi le sue responsabilità a sostegno di un governo di emergenza e di transizione. Chi, per puro egoismo, ostacola testardamente questa scelta; chi testardamente impedisce ogni cambiamento si prende a questo punto una responsabilità storica".
"Berlusconi e il berlusconismo devono lasciare il passo a una fase nuova". Walter Veltroni, deputato del Pd, illustra le prospettive per riprendere il treno della crescita, partendo dal superamento dell'attuale governo. In un intervento sul numero di settembre del mensile "L'ago e il Filo", rivista del senatore Marco Follini, Veltroni sottolinea che per superare l'attuale crisi che attanaglia l'Italia, prima di tutto, si deve dire "basta a populismo e superficialità, basta con premier e ministri che da tre anni ripetono che la crisi è ormai alle spalle", perchè - spiega - "l'inadeguatezza del governo, la sua sostanziale fragilità e instabilità sono le esche per nuovi pericolosi incendi davanti ai quali gli interventi 'ordinari' sarebbero sostanzialmente inutili". La priorità, quindi, per Veltroni deve essere quella di abbattere il debito pubblico "perchè - dice - ridurre il debito significa restituire un futuro al Paese e alle nuove generazioni che più di tutte ritrovano sulle loro spalle i gravami degli errori commessi dai padri". Da qui le proposte: "una vera e propria rivoluzione sul versante della spesa pubblica corrente primaria; abbandonare la strada sbagliata e ingiusta dei tagli lineari; fissare un aumento annuale di spesa che sia la metà dell'aumento del Pil e scegliere un vero 'piano industriale di ristrutturazione' del settore pubblico; una valorizzazione del patrimonio pubblico; una richiesta al decimo patrimonialmente più ricco dei cittadini italiani di uno sforzo straordinario; affrontare il tema dei i costi della politica".  E se questa è la situazione, anche il moderato Pier Ferdiando Casini, chiede che si torni al voto: "Non vedo come si possa andare avanti con un governo che davanti all'emergenza sociale è assente, indifferente. Noi abbiamo fatto di tutto per stimolare gli uomini di buona volontà del Pdl ma alle affermazioni private non corrispondono fatti pubblici, quindi meglio lo sbocco elettorale".

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di Davide Gambardella
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