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Irpef, pensioni,liberalizzazioni, la manovra risparmia pochi

Governo: prime misure, temono le aziende e i professionisti


Governo: prime misure, temono le aziende e i professionisti
04/12/2011, 09:12

ROMA – Stanno diventando un vero  e proprio incubo le cifre e le misure che il governo Monti si accinge a varare attraverso le future  manovre. Forse già da oggi, dopo l’ultimo incontro con le parti sociali, una prima “aggiustatina” di  circa 24 miliardi dovrebbe arrivare con l’aumento delle due ultime aliquote irpef, quella del 41 e quella del 43%, che colpirebbe le fasce medio e medio-alte (dai 55 mila euro in su). Nota dolente, questa ultima,  per  il Terzo Polo, Pdl e Pd,  poichè  trattasi  di  fascia media i cui consumi sono piu' orientati ai prodotti ''made in Italy'', mentre le fasce basse comprano gia' il ''low cost'' made in China. Quindi ci sarebbe un trend negativo proprio per le  aziende italiane.
Ma non solo,  di forte impatto è anche  il capitolo previdenza, con l'addio alla cosiddetta ''finestra mobile''. Prende corpo l'ipotesi di aumentare a 42 gli anni di contributi per le pensioni di anzianita', mentre e' certo il blocco degli adeguamenti delle pensioni all'inflazione (se ne ricavano 5-6 miliardi).
Monti ha sottolineato, inoltre, ai suoi   interlocutori che le liberalizzazioni porteranno all'abbassamento dei costi di molti servizi, come la benzina, con benefici per famiglie e imprese.  Ma va  detto che il Pdl ha chiesto di attenuare quelle  che riguardano i professionisti.
Per quanto  riguarda le imprese, invece ,  il premier ha insistito che alcune misure le aiuteranno ad affrontare certe debolezze strutturali con un positivo riverbero per la crescita': come gli incentivi per la ricapitalizzazione (con una nuova versione della dit, la dual income tax con un doppio livello in positivo per le imprese che investono su se stesse) e quelli per la ricerca.

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di Rosario Scavetta
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