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Il procuratore ad Alfano:"I giudici non sono distratti"

Grasso: "Il concorso esterno in associazione mafiosa non si può abolire"


Grasso: 'Il concorso esterno in associazione mafiosa non si può abolire'
09/12/2009, 21:12

ROMA - L'intervento del procuratore antimafia Piero Grasso avviene durante la presentazione del libro ’Mafia export’ di Francesco Forgione ed è lapilassiano: "La legge sui pentiti va bene così ma va applicata". Inizialmente Grasso aveva ammesso la possibilità di intervenire sulla norma aumentando il numero di giorni a 180 al fine di "avere più tempo per raccogliere le loro dichiarazioni" ma, successivamente, dopo essersi trovato in pieno accordo con il ministro dell'Interno Roberto Maroni, ha precisato che:"se il ministro dell’Interno mi dice che la legge va bene io mi accontento e lascio perdere le altre considerazioni".
Riguardo il concorso esterno in associazione mafiosa, il procuratore antimafia non ha alcun dubbio: no assoluto alla sua cancellazione; anche perchè "Il concorso esterno non si può abolire neanche volendo perchè fa parte del nostro sistema processuale". Il problema sarebbe dunque in primis di tipo logico-tecnico dato che, per eliminare il concorso esterno "bisognerebbe abolire il concorso di persona nel reato, una persona che concorre nel reato di un altro, non si può". Fondamentale la precisazione secondo la quale "sono di scarsa rilevanza negli ultimi 10 anni i casi di condanna per concorso esterno, ma quelli che sono finiti sul circuito mediatico hanno determinato lo spauracchio che si possa essere condannati senza che ci siano le prove di contiguità con i mafiosi" . Riguardo tale evenienza Grasso pare non avere dubbi e difatti dichiara di "poter garantire che questo non è mai avvenuto" dato che, precisa ulteriormene il procuratore "è difficile condannare qualcuno per concorso esterno senza le prove".

LA RISPOSTA AD ALFANO
Durante la presentazione del libro di Forgioni, il procuratore nazionale pare voler prendere la palla al balzo per rispondere alle dichiarazioni del ministro della Giustizia Angelino Alfano che aveva accusato i magristrati di apparire troppo in tv facendosi distrarre dalle indagini. Le parole di Grasso sembrano infatti una chiara e fulminante risposta regalata proprio al Guardasigilli:"Visto che si è parlato di attenzione mediatica e di attenzione pubblica, vorrei dire che se le indagini le facessero l’opinione pubblica e i giornalisti, forse allora sarebbero distolti dalle indagini sulla mafia, ma siccome le indagini le fanno le forze dell’ordine e la magistratura, che non si fanno distogliere, ma anzi continuano sempre più efficacemente il contrasto alla criminalità organizzata, questo pericolo non c’è assolutamente".

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di Germano Milite
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