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Varate nuove misure di rigore come chiesto dalla trojka

Grecia, via al licenziamento per 15mila dipendenti statali


Grecia, via al licenziamento per 15mila dipendenti statali
29/04/2013, 11:42

ATENE - Ancora misure di rigore approvate dal Parlamento greco. 166 i voti a favore, 123 quelli contrari, per dare nuove garanzie ai creditori internazionali: si tratta di misure che secondo gli estensori sarebbero necessarie perché continuino gli aiuti.

Nel testo della legge approvata si prevede il licenziamento di 15.000 dipendenti pubblici entro il 2014 (i primi 4.000 entro maggio del 2013, gli altri 11.000 entro il prossimo anno). Le misure radicali sono state concordate con la trojka (Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea e Unione Europea).

Il Ministro per le Riforme amministrative Antonis Manitakis ha spiegato che i 15mila licenziamenti non hanno a che vedere con il programma di mobilità che riguarda già altri 25mila dipendenti.
Ha aggiunto poi che i licenziamenti riguarderanno i dipendenti pubblici che si sono resi colpevoli di reati o che sono stati sottoposti a provvedimenti disciplinari. Poi toccherà a dipendenti che facevano parte di strutture che si sono fuse o sciolte. Inoltre, ai dipendenti del settore pubblico costretti a cambiar sede di lavoro o che si trovano in cassa integrazione, verrà data la possibilità di «dimissioni volontarie». Il Ministro ha assicurato che le ragioni dei licenziamenti verranno comunque controllate.

Un emendamento introdotto all’ultimo momento dal Ministro delle Finanze, Yannis Stournaras, permetterà di aggirare il salario minimo in alcune circostanze: attraverso questo emendamento, le autorità locali possono effettuare assunzioni a breve termine per eventuali dipendenti sotto i 25 anni, con un compenso di 427 euro al mese (80 euro in meno rispetto alla paga minima attuale), cifra che sale a 490 euro al mese sopra ai 25 anni (90 euro in meno del salario minimo standard).

Dopo questa ulteriore manovra, la Grecia attende aiuti per altri 8,8 miliardi di euro, di cui 2,8 miliardi dovrebbero essere approvati dall’Eurogruppo proprio oggi, 29 aprile 2013.

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di Felice Massimo de Falco
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