Politica / Regione

Commenta Stampa

Il Ministro: "l'Italia solo con il nord non ce la può fare"

Green Economy, Scajola al convegno della Cisl a Napoli


.

Green Economy, Scajola al convegno della Cisl a Napoli
28/04/2010, 15:04

NAPOLI - Si è tenuto presso la stazione marittima di Napoli, il Convegno interregionale Cisl dal titolo "Green Economy: opportunità storica per il mezzogiorno". Al convegno hanno partecipato tra gli altri il ministro Claudio Scajola e in collegamento video da Roma il ministro Maurizio Sacconi, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni e il governatore della Regione Campania Stefano Caldoro.
Per il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, "l'Italia solo con il nord non ce la può fare" e a Napoli annuncia che "entro l'estate Berlusconi presenterà proprio qui il piano di rilancio decennale". "Il sud deve crescere per contribuire alla crescita dell'Italia - ha detto Scajola - questo governo ad ottobre ha deciso di predisporre un piano di rilancio decennale che ormai é quasi pronto". "In sostanza dobbiamo utilizzare meglio le risorse disponibili - ha concluso - evitare gli sprechi, i mille rivoli e utilizzare le risorse per la crescita produttiva del territorio"."A fine 2009 abbiamo complessivamente registrato una produzione di fonti rinnovabili di circa 68mila gigawatt/ora, più del 20% del consumo interno lordo". "Grazie agli interventi di efficienza energetica attivati con le detrazioni fiscali del 55% e i certificati bianchi - ha aggiunto - nel corso del 2009 sono stati risparmiati, secondo prime stime dell'Enea, circa 30mila gigaWatt/ora". Scajola ha più volte sottolineato che la green economy "é un settore chiave e in continua espansione" e che rientra a pieno nella strategia energetica nazionale elaborata. Il Mezzogiorno "per le sue caratteristiche morfologiche può costituire un forte traino all'affermarsi della green economy". "Sappiamo bene che il settore dell'energia rinnovabile è molto appetibile per le grandi imprese straniere - ha concluso - e per questa ragione abbiamo dedicato particolare attenzione alle piccole e medie imprese che costituiscono una colonna portante dell'economia italiana e del Mezzogiorno". Energie rinnovabili, ha concluso Scajola, sinonimo anche di creazione di posti di lavoro: "Oggi nelle energie rinnovabili ci sono quasi 20 mila persone occupate. Riteniamo che con il nostro piano di rilancio del mix energetico si possa arrivare, attraverso le rinnovabili, fino a 180 mila persone occupate"."Ci sono aspetti che devono essere definiti ma credo proprio che dalla settimana prossima potranno cominciare ad andare in attuazione tutti i provvedimenti del protocollo d'intesa fatto che aiuteranno a diminuire lo stacco con l'Europa. Per il ministro dello Sviluppo economico, lo stabilimento di Pomigliano d'Arco "diventerà la seconda fabbrica della Fiat in Italia dopo Melfi". Il ministro, però, si rivolge anche al sindacato che "adesso deve svolgere un ruolo molto importante". Scajola a Napoli sottolinea che si sta assistendo "ad una fase molto importante della crescita della Fiat in Italia". Un contesto nel quale "c'é la riorganizzazione del sistema Fiat in Italia che poggia su Pomigliano in maniera significativa, il che vuol dire grande attenzione per il Sud". "Ma ognuno deve fare la sua parte - ha aggiunto - la Fiat ha presentato un piano coraggioso, con modelli innovativi anche a Pomigliano d'Arco; il governo dà tutta la collaborazione nel dialogo tra la Fiat e le parti sindacali". "Credo che il sindacato, e mi pare di cogliere degli aspetti positivi in alcune dichiarazioni - ha concluso - debba svolgere adesso un ruolo molto importante. Dobbiamo rendere Pomigliano come un modello di capacità di lavoro, maggiore flessibilità di lavoro, renderlo uno stabilimento esemplare per la produzione"."L'economia verde può consentire al Mezzogiorno la possibilità di partecipare alla quarta economia emergente". Lo ha detto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, intervenuto in video collegamento ad un convegno della Cisl oggi a Napoli. "Vorrei segnalare un pericolo latente - ha detto il ministro - la green economy non può in alcun modo rappresentare una nuova economia assistita". Il nuovo modello economico può "essere sostenuto da incentivi solo in fase di start up, ma in alcun modo non può diventare la ragione di nuove forme di assistenza strutturale". "Il Sud - ha concluso - non ha bisogno, nel proprio futuro, di vedere riprodotte condizioni di economia assistita".

Commenta Stampa
di Nando Cirella
Riproduzione riservata ©