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Grillo e Casaleggio calano la maschera: M5S è tutto loro


Grillo e Casaleggio calano la maschera: M5S è tutto loro
27/03/2014, 14:14

La cosa divertente dei "furbi" è che prima o poi si danno fior di martellate nei coglioni. Berlusconi per esempio, in diverse interviste qui e là ha confessato numerosi reati, anche se per la maggior parte già in prescrizione da un pezzo (ma non nel caso Ruby, per esempio). 

Alla regola non sfuggono neanche quei due geni di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. E lo fanno nel regolamento per le elezioni europee e il relativo codice di comportamento. Con poche parole smantellano tutto il castello di menzogne costruito finora. Il "democrazia dal basso", "Grillo è solo il portavoce", "i soldi verranno restituiti", e così via, finisce tutto nella spazzatura. Vediamo perchè. 

La prima cosa è l'impegno, che i candidati del Movimento 5 Stelle devono prendere obbligatoriamente, a dimettersi dal loro seggio europeo in caso venissero espulsi dal partito; in difetto, dovranno pagare 250 mila euro di penale. Una idea molto divertente per due motivi. Il primo motivo è che è una cosa incostituzionale, per cui quell'impegno è legalmente nullo. Il secondo è perchè così si svela (per chi non l'avesse ancora capito) come Grillo e Casaleggio intendono i loro parlamentari: degli schiacciabottoni, gente senza cervello, senza autonomia, senza capacità decisionale, senza niente. Zombie che si limitano a dire: "Sì, padrone", quando Grillo e Casaleggio danno gli ordini. Sia ben chiaro: non sono gli unici a volere questo. Ma proprio per questo dimostrano di essere identici ad un Berlusconi, per esempio, che ha espulso chiunque lo contraddisse. 

Ma c'è un altro dettaglio, molto più importante: i soldi. Finora era stata montata quella buffonata del "restitution day", nonchè quell'altra buffonata dell'"abbiamo rinunciato a 42 milioni". Due buffonate enormi, perchè basta passare 5 minuti ad informarsi per scoprire che il Movimento 5 Stelle non ha i requisiti di legge per poter chiedere il rimborso elettorale. Grillo ha scelto - anzichè fare come gli altri partiti, magari con la creazione di una fondazione - di creare una società senza obblighi di trasparenza, in modo che senza l'autorizzazione di un Tribunale nessuno possa vedere cosa c'è dietro quelle cinque stelle. E questo gli costa la possibilità di chiedere i 42 milioni. Scelta legittima, ma che non può non spingere a chiedersi: ma cosa ha di così importante da tenere nascosto? Qualcosa che valga più di 42 milioni di euro? In quanto al restitution day, basta fare due calcoli per scoprire che i parlamentari hanno preso dai propri stipendi 1500-1800 euro al mese a testa (su 15-20 mila al mese che prendono) e li hanno donati a chi? Ad un fondo di garanzia, istituito da Prodi nel 1997 e che viene usato a favore delle aziende solvibili che ne facciano rischiesta. Non delle aziende in difficoltà, come dicono nelle interviste, ma delle aziende a cui già normalmente le banche danno i soldi. 

Con questo regolamento ci sono nuove indicazioni. Riporto testualmente dal blog di Grillo: ""Lo strumento ufficiale per la divulgazione delle informazioni e la partecipazione dei cittadini è il sito http://www.beppegrillo.it. Per garantire il coordinamento della comunicazione, i deputati del Parlamento europeo del MoVimento 5 Stelle a maggioranza assoluta degli eletti dovranno designare un portavoce, con cadenza trimestrale, nel rispetto del principio di rotazione. I deputati non potranno nominare i propri familiari fra gli assistenti retribuiti direttamente dal Parlamento europeo e da altri organismi. Ogni deputato si impegna a prescegliere e designare due dei predetti assistenti di propria competenza fra i soggetti indicati come componenti del 'gruppo di comunicazione M5S' da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Verrà costituito un 'gruppo di comunicazione', composto di due assistenti per ciascun deputato, al fine di garantire una gestione coordinata della comunicazione dell'attività parlamentare dei deputati del M5S. Il 'gruppo di comunicazione' avrà un coordinatore con il compito di relazionarsi con il sito nazionale del M5S ed il blog di Beppe Grillo. La consistenza del 'gruppo di comunicazione', in termini di organizzazione, strumenti, scelta dei membri e del coordinatore, sarà definita da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. I deputati del M5S dovranno provvedere alle spese di funzionamento del gruppo di comunicazione: i) costituendo un fondo dedicato; ii) devolvendo al medesimo i rimborsi ed i finanziamenti ad essi spettanti eventualmente erogati dall'Ufficio di Presidenza; iii) mettendo a disposizione del gruppo di comunicazione gli uffici e le attrezzature dei quali saranno dotati, ove adeguati ed utilizzabili; iv) concorrendo personalmente con il versamento di un contributo, di ammontare di € 1.000 mensili". 

Esaminiamo queste indicazioni. Dicono che ogni Parlamentare europeo dovrà scegliere un portavoce da cambiare ogni tre mesi, ma che alcuni di questi assistenti devono far parte del "gruppo di comunicazione", un organismo creato da Grillo e Casaleggio e formato da persone di loro fiducia. Mi ricorda quello che succedeva fino ad un po' di anni fa nei Paesi comunisti: quando una personalità (dello sport, dello spettacolo, della politica, ecc.) usciva dai confini nazionali, gli si metteva alle calcagna una persona incaricata di sorvegliarla ed evitare che rimanesse nel Paese in cui era ospite. Il termine usato in russo per indicarlo era "stukac", spia. E quindi Grillo e Casaleggio decidono fi far accompagnare i loro parlamentari da uno "stukac". Bella fiducia... 

La seconda cosa che si nota è che il "gruppo di comunicazione" riferisce a Grillo e da lui prende ordini ma questo è ovvio. La terza è che a pagare queste persone saranno i parlamentari, versando 1000 euro mensili a testa ma soprattutto dando loro i soldi che l'Europarlamento mette a disposizione dei gruppi per la comunicazione politica. E quindi saranno di fatto Grillo e Casaleggio a gestirli, tramite persone di loro fiducia (e quelle sì che possono essere ricattate con una penale capestro). 

Insomma, non saranno parlamentari, quelli che andranno a Strasburgo con il logo dei 5 Stelle. Saranno cagnolini col guinzaglio corto, che dovranno ballare al suono della musica del pifferaio Grillo. E il primo che sgarra una nota, è fuori. Bell'esempio di democrazia... Naturalmente sul blog di Grillo è già partita la giustificazione: sono misure atte ad impedire che la gente si faccia eleggere e poi "tradisca" gli elettori. Ma è una bufala enorme. Una volta che uno è stato eletto, deve rispondere solo a se stesso e alla propria coscienza. E se Grillo dovesse ordinare di votare in maniera contraria alla propria coscienza, l'eletto deve dire di no e votare come ritiene sia più giusto. 

Quindi, dopo questo regolamento, bisogna essere di coccio (come si dice a Roma) per non capire che il Movimento 5 Stelle non esiste. Non è un partito politico, ma neanche un movimento politico. E' Beppe Grillo come frontman, Casaleggio dietro le quinte e un buon numero di influencers che condizionano Internet e quello che circola in rete. Il resto non esiste, sono solo numeri, molta fuffa e niente di solido. E purtroppo molta illusione, da parte di tutti coloro che credono alle balle del truffatore - politicamente inteso - di turno. 

Sia ben chiaro, chi non fa parte del Movimento 5 Stelle tutto questo già lo sa e non da adesso. Le buffonate tipo le Parlamentarie, le espulsioni a raffica per chiunque metta in dubbio le parole di Padron Grillo, il silenzio completo sui soldi pubblici intascati dal Movimento (per esempio quelli presi per la comunicazione politica da Camera e Senato, presi e mai restituiti), e così via, non lasciavano molti dubbi. Bastava avere un po' di senso critico per capirlo. Ma con questo regolamento, Grillo e Casaleggio hanno gettato la maschera, dimostrando che M5S è tutto loro, gli altri non contano. 

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di Antonio Rispoli
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