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"Niente tagli ai finanziamenti? Si taglino i partiti"

Grillo e la nuova sfida: attacca i partiti sui rimborsi

E poi dice: "Seguano l'esempio del mio Movimento"

Grillo e la nuova sfida: attacca i partiti sui rimborsi
11/05/2012, 11:05

ROMA - Come era prevedibile, visto il grande risultato ottenuto alle Amministrative, Beppe Grillo passa subito all’attacco e lancia una nuova sfida: quella sui rimborsi dei partiti. Per l’ex comico genovese, è tutto molto più semplice di quanto appaia: “Se non si possono tagliare i finanziamenti ai partiti – dice – si taglino i patiti”, così si vedrà quali di questi riusciranno a seguire l’esempio del suo Movimento 5 Stelle.
Questa nuova provocazione al sistema politico viene ovviamente lanciata dal blogger sul suo sito, con tanto di sondaggio web. Nel post sul blog, il leader del movimento che ha spopolato alle Amministrative 2012 ha spiegato anche che la vera ragione per cui i partiti non vogliono tagliare i rimborsi, è perché “li hanno già spesi”. E quindi, ha intimato: “Fuori i soldi dalla politica”. Quanto al sondaggio web, la consultazione è un vero plebiscito. Nelle prime 5 ore il 98,27% dei quasi 19 mila votanti dice sì all’abolizione, contro un residuale 1,73% di no. Alcuni, in forma anonima, spiegano le ragioni del sì: “Hanno mangiato troppo. È il momento che si mettano a dieta questi scellerati”, recita un commento, mentre un altro: “Il M5S dimostra che si può far politica senza soldi”.
Mentre Grillo lancia la sua sfida, però, alla Camera prosegue il cammino del nuovo testo “Abc” sui bilanci dei partiti, che introduce già quest’anno un taglio del 50 per cento dei rimborsi: la commissione Affari Costituzionali ha dato mandato ai relatori per l’Aula, dove la proposta di legge approderà il 14 maggio. Al testo pronto per l’Aula manca ancora il parere della commissione Bilancio, che aspetta a pronunciarsi perché non ha ricevuto la relazione tecnica della Ragioneria dello Stato: un documento che dovrebbe quantificare a quanto ammonteranno i finanziamenti pubblici ai partiti dopo l’approvazione della nuova legge.

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di Antonio Formisano
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