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Respinta intanto la sua richiesta di tesseramento

Grillo punta al Pd, scontro tra favorevoli e contrari


Grillo punta al Pd, scontro tra favorevoli e contrari
13/07/2009, 21:07

La notizia shock non è stata ancora digerita, è rimasta piuttosto bloccata in gola. L’annuncio di scendere in campo candidandosi alle primarie del Pd ha creato una vera e propria tempesta nel partito, dividendo le alte sfere tra favorevoli e contrari. Una presa di posizione, quella di Grillo, che ha lasciato senza parole chiunque: pregiudicato per omicidio colposo, il comico genovese aveva ripetuto continuamente che non sarebbe mai entrato in politica in virtù di quella condanna e perché la politica stessa non gli interessava. Anche se, a guardar bene, c’è chi parla di una mossa che era già nell’aria da anni, con spettacoli diventati quasi comizi politici per seminare e le elezioni, ovviamente, per raccogliere.
Beppe Grillo ha fatto sapere di essersi iscritto al Pd questa mattina ad Arzachena, in Sardegna. “Ho fatto la domanda sia online sia fisicamente e ho dato 16 euro di tariffa… di quota, - ha detto, - poi, se troveranno che il terzo comma del quarto regolamento del quinto paragrafo bis del loro regolamento, che mi sono letto tutto e garantisco che non esiste, insomma se si inventeranno qualcosa, pagheranno le conseguenze”.
Il cavillo ipotizzato dal comico, a quanto pare, è stato già trovato. La Commissione regionale di garanzia della Sardegna, dopo aver sentito il coordinatore del circolo territoriale di Arzachena Andrea Filipeddu, ha dichiarato che lo Statuto ed il regolamento del Pd impediscono l’iscrizione di Grillo. Lo stesso Filuppeddu ha fatto sapere che già al momento dell’iscrizione aveva comunicato a Grillo di non potergli consegnare la tessera perché la domanda è stata presentata in un circolo territoriale diverso da quello di residenza del richiedente. Un cavillo che però è stato già aggirato: “Io la tessera ce l’ho già, - ha replicato Grillo, - ma ce l’ho a Nervi, l’ho fatta online. Altrimenti, che significa iscriversi on line? Dov’è la residenza online? Se vogliamo essere pignoli, possiamo andare avanti a lungo. Noi l’abbiamo letto lo Statuto. La verità è che non lo leggono loro il loro statuto… Hanno sbagliato”. “Prendiamo atto, - ha aggiunto, - che il Pd è un partito democratico… prendiamo atto che noi siamo cattivi e non ci vogliono. Ma andremo avanti lo stesso, faremo qualcosa di diverso. Vediamo chi sono loro, chi rappresentano quelli che non mi vogliono”.
Strali arrivano però anche dai membri del Pd – o, come lo chiama Grillo, del PdmenoElle. Giovanna Melandri e Pierluigi Bersani commentano che il partito “non è un tram su cui si può salire all’occorrenza”. “Uno che ha sputato veleno sul partito fin dalla sua nascita, - ha detto la Melandri, - non può candidarsi a guidarlo”. 
Ignazio Marino, che combatte per la leadership insieme a Franceschini e Bersani, è invece favorevole alla candidatura di Grillo. “Secondo le regole della democrazia, - dice, - chiunque ha le carte e le firme lo può fare. Io non giudico le persone. Se Grillo arriverà con una mozione strutturata e risposte concrete sui temi che preoccupano le persone che vivono nel Paese, non vedo perché debba essere escluso”.
Pollice alzato anche da Antonio Di Pietro, leader di Italia dei Valori. “Vedo che molti nel Pd fanno a gara per irridere la candidatura di Grillo a segretario di quel partito, - ha detto Di Pietro, - eppure il suo è l’unico programma esposto, molto più articolato delle idee che finora abbiamo sentito dagli altri candidati”. Replicando a Marco Follini, che vede Di Pietro dietro la candidatura di Grillo, il leader di Idv afferma: “Grillo non ha bisogno di alcun mandante. Ragiona con la propria testa e questo basta e avanza”.
 

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di Nico Falco
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