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Federica Salsi (M5S) ha osato andare a Ballarò

Grillo "scomunica" un'altra attivista. La colpa? Era in Tv


Grillo 'scomunica' un'altra attivista. La colpa? Era in Tv
31/10/2012, 16:41

Oggi sul blog di Beppe Grillo si può respirare un altro esempio della democrazia in stile Movimento 5 Stelle. Vale a dire un pezzo in cui Beppe Grillo attacca - sia pure senza nominarla mai - Federica Salsi, attivista del movimento, "rea" di avere accettato l'invito alla puntata di Ballarò di ieri. E naturalmente, nello stile del leader del Movimento 5 Stelle, non si usano espressioni di quelle che insegnano ad OXford. Per cui si inizia con espressioni come "Il punto G, quello che ti dà l'orgasmo nei salotti dei talk show. L'atteso quarto d'ora di celebrità di Andy Warhol. A casa gli amici, i parenti applaudono commossi nel condividere l'emozione di un'effimera celebrità, sorridenti, beati della tua giusta e finalmente raggiunta visibilità. Seduto in poltroncine a schiera, accomunato ai falsari della verità, agli imbonitori di partito, ai diffamatori di professione, devastato dagli applausi a comando di claque prezzolate. Soggetto, bersaglio consapevole ben pettinato alla bisogna che porge il lato migliore del proprio profilo alla morbosa attenzione di cameraman che ti inquadrano implacabili se annuisci quando enuncia le sue soluzioni un qualunquemente stronzo. Lì, in una gabbia di un circo, come su un trespolo, muto per ore, povera presenza rituale di cui si vuole solo lo scalpo, macellato come un agnello masochista, rispondi per i quattro minuti che ti sono concessi a domande preconfezionate poste da manichini al servizio dei partiti". 
E poi continua: " Lo share del programma aumenta, tutto merito tuo, trattato e esibito come un trofeo, come un alieno, una bestia rara e, contemporaneamente diminuisce il consenso per il Movimento a cui appartieni o dici di appartenere". 
Per terminare con il solito distinguo da tutti gli altri partiti, l'asserzione che il Movimento 5 STelle è superiore a tutti gli altri: "Attoniti, gli attivisti, vedono i voti guadagnati con fatica nei banchetti nei fine settimana volare nel vento, fluire in un secchio bucato, e pensano ai mille video caricati sulla Rete, alle dirette streaming tenute in piedi a forza di volontà per mancanza di connessione, conoscono sulla loro pelle la difficoltà di spiegare a persone ormai deluse e incredule che il MoVimento 5 Stelle è altro dai partiti, che non prende rimborsi elettorali, che taglia gli stipendi degli eletti, che non partecipa alle elezioni provinciali per coerenza, che vuole il rispetto dell'esito dei referendum, eccetera, eccetera". 
 Non è la prima volta che accade: uno dei "grillini" va in TV e Grillo gli spara contro dal suo blog ad alzo zero. Nessuno si chiede come mai? Eppure è semplice capirlo. Basta sommare questo fatto ad altri due fatti: l'obbligo di fare solo due mandati imposto a tutti i candidati e il potere, riservato al solo Beppe Grillo e senza appello, di espellere qualcuno dal Movimento. 
Basta fare due più due per capire che il problema è proprio la visibilità: non ci deve essere visibilità per l'individuo, ma solo per il Movimento e per lo stesso Grillo. Infatti, chi conosce i candidati? Lo stesso Cancelleri, candidato a governare la SIcilia, non ha fatto campagna elettorale al di fuori della sua città. Nel resto della Sicilia ci ha pensato Grillo oppure i vari attivisti locali, nell'autopromuoversi, hanno promosso indirettamente Cancelleri. Ma soprattutto - e questo vale per la stragrande maggioranza dei voti presi, la gente vota senza conoscere nessuno dei candidati. Vota solo il Movimento 5 STelle, per vari motivi: perchè ritiene che gli altri partiti siano marci, come voto di protesta o motivi simili. Ma quasi nessuno di coloro che votano il partito conosce il loro programma (anche perchè ricorda quello dell'Ulivo del 2006: lunghissimo e senza concretezza) e i candidati: conoscono Grillo e basta. E naturalmente le sue pariole d'ordine attuali: abbassare gli stipendi dei candidati eletti alle varie cariche pubbliche e rifiuto dei finanziamenti pubblici. Ottime parole d'ordine, soprattutto visto che, come dimostra la cronaca, altri partiti ne hanno fatto scempio (vedi Lusi, Belsito e Fiorito, tanto per fare qualche nome). Ma poi? CHe altro c'è oltre a questo e ad una massa di atttivisti convintissimi, al limite del fanatismo estremista? Zero.
Il risultato qual è? QUello che abbiamo visto: ragazzi che sono estremamente in difficoltà, quando devono avere uno scontro dialettico, perchè abituati a parlare solo con altri attivisti che la pensano come loro, ma incapaci di confrontarsi con altri, perchè non l'hanno mai fatto. Ma a Grillo sta bene così. E' il miglior modo per tenerli al guinzaglio. Tanto, se qualcuno dimostra indipendenza, c'è sempre la scomunica definitiva: "Tizio non ha l'autorizzazione ad usare il  simbolo del Movimento 5 STelle". Un rigo, scritto magari come PS in uno dei suoi interventi sul suo blog e Tizio è fuori senza appello e senza motivazione. 
E non sono solo parole: in SIcilia si è candidato Cancelleri a governatore. Ma come è stato scelto? QUando hanno fatto le votazioni gli attivisti per sceglierlo? Posso essere stato male informato, ma non mi risulta ci sia stata alcuna votazione dal basso per i candidati. C'è stato un certo numero di candidati scelti da Grillo e basta. E non credo sia un caso che immediatamente dopo queste elezioni Grillo abbia fatto un post in cui dice che i candidati del Movimento 5 Stelle non eletti alle precedenti tornate amministrative saranno i candidati per le elezioni del 2013. Così i "nominati", cioè coloro che verranno messi ai primi posti delle liste elettorali del partito già sono stati scelti. E la democrazia dal basso? QUella sarà per la prossima volta. 


PS: Nell'articolo ho volutamente usato termini come "partito", "grillini" e "leader" riferito a Grillo. E questùo è il mio guanto di sfida al Movimento 5 Stelle e alla loro arroganza: io scrivo gli articoli usando i termini che ritengo più corretti, non sto agli ordini di Beppe Grillo e del suo staff. E mi auguro che tutti i giornalisti facciano lo stesso. 

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di Antonio Rispoli
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