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"Ora si dicono contrari, ieri votavano legge su bombardieri"

Grillo-Bersani è scontro: "Legge sugli F35 l'hanno votata"

"Riprendiamoci le concessioni pubbliche"

Grillo-Bersani è scontro: 'Legge sugli F35 l'hanno votata'
23/01/2013, 23:01

LATINA – “Non ci ferma neanche la pioggia”. Esordisce così Beppe Grillo a Pomezia. Ed è vero: neanche le gocce minacciose di un temporale hanno svuotato piazza Indipendenza, nel pieno centro della cittadina laziale: centinaia di militanti a cinque stelle, ma anche tanti curiosi, lì sotto la pioggia ad ascoltare l'ex comico ora leader del M5S. E Grillo non delude. Si becca l'acqua sul palco e sfodera il suo repertorio di proposte, alternate a “battute” e lancio di cori da stadio (“demagogo, urliamolo per il tg5”, “qualunquista” sono gli inviti rivolti alla folla, che risponde sbeffeggiando cameraman e giornalisti). Il blogger genovese si sgola quando annuncia uno dei primi punti del programma “a cinque stelle”: ”il reddito di cittadinanza”. Ne spiega la logica (“siamo l'unico Paese civile a non averlo”), illustra come coprirlo economicamente (“i soldi ci sono: i 243 milioni all'anno per i Quirinale, i 3 miliardi di rimborsi ai partiti, i 7 miliardi di vitalizi e pensioni d'oro”) e sfida i partiti: “dicono che non abbiamo proposte, eccole”. Ma, non c’è nulla da fare, le antenne dei media si drizzano quando attacca il Pd: dai caccia F35 allo scandalo del Mps. L'ormai ex comico (vedendolo in piazza si comprende bene che ha lasciato i panni dell'intrattenitore tv per vestire quelli del “mattatore politico”) ripropone la questione morale. L'obiettivo sono i partiti, Pd e Pdl che gli ricordano “Coppi e Bartali quando si passano la borraccia”. “Spendono ogni anno 3 miliardi in rimborsi elettorali. Dicono che non si può fare politica senza soldi. Ma non è vero. Noi siamo qui e siamo la seconda, prima forza politica del paese”, aggiunge. Ma se ieri, quando si parlava delle liste e di Nicola Cosentino, se la prendeva con il Pdl, oggi tocca ai democratici. Non cita mai Pier Luigi Bersani ma quando urla che sull'acquisto dei caccia F35 ora sono tutti contrari “ma la legge per comprare i bombardieri l'hanno votata loro”, il riferimento al Pd sembra scontato. Sembra di ascoltare Antonio Ingroia che sul tema ha rivolto ai democratici più o meno le stesse accuse. D'altronde, tra M5S e Rivoluzione Civile sembra esserci qualche punto di contatto. Lo sottolinea anche Luigi de Magistris, malgrado la porta sbattuta in faccia ieri dallo stesso Grillo: “C’è convergenza su tanti temi a partire da quello ambientale”, spiega il sindaco di Napoli. Ma il punto che più tocca la sensibilità del Pd è l'attacco sul Monte dei Paschi di Siena (ma l'affondo finale lo riserverà venerdì a Siena quando parteciperà in qualità di azionista all'assemblea della banca). Oggi, comunque, parole inequivocabili: “Bersani non è responsabile? Ma se il Pd è il Mps”, spiega. Anzi, “il Pd non è più un partito politico è una banca”. Parole alle quali Pier Luigi Bersani replica con freddezza: “Dal qualunquismo vengono fuori posizioni fascisti di e chi dice che non c’è destra né sinistra poi va a braccetto con CasaPound”, sottolinea il segretario democratico. Grillo si sposta da Pomezia a Latina. Intanto sul suo sito campeggia un attacco a Mario Monti ed alla sua politica. Il blogger genovese illustra la sua ricetta economica per uscire dalla crisi: “Ci vuole un piano B - spiega - Dobbiamo ricontrattare il debito ma non voglio illudervi: ci vogliono almeno cinque anni di sacrifici per uscirne. Ma almeno lo faremo con le nostre mani, come vogliamo noi”. Elenca i punti del sondaggio web lanciata sul suo blog per “misure urgenti per le pmi”: “Dobbiamo tornare a produrre e non a comprare prodotti inventanti in Italia ed ora fabbricati fuori”. Punta il dito contro le banche, “le responsabili del latrocinio più grande della storia di questo Paese con la svendita delle grandi aziende italiane come Eni, Enel, Telecom, le autostrade”. Produzione e lavoro. “Nel call center ci vada la figlia della Fornero”, insiste. La colpa della crisi, “di valori non solo economica”, “è dello Stato che non fa più lo Stato”: “Riprendiamoci le concessioni pubbliche”. “Non ci sono soldi? Un colonnello della Guardia di Finanza ha scoperto che sui giochi d'azzardo si evadono 98 mld l'anno e sapete cosa hanno fatto? Mica hanno recuperato i soldi, hanno cacciato lui”. In politica estera si schiera contro l'intervento in Mali: “Noi non ce l'abbiamo con tuareg e musulmani - sottolinea - Rispettiamo l'articolo 11 della Costituzione che vieta azioni belliche, quelle che poi loro chiamano missioni di pace”. Poi prendendo spunto dall'ipotesi di un referendum in Gran Bretagna per l'adesione all'Ue, rilancia l'idea di una consultazione popolare anche in Italia: “Mai detto di uscire ma dico che dovrebbero essere tutti gli italiani a decidere”.

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di Valerio Esca
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