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Gruppo Consiliare Unione Civica per Castel Morrone


Gruppo Consiliare Unione Civica per Castel Morrone
17/07/2013, 13:23

Con il Consiglio comunale del 12 luglio u.s. si è consumata un’ulteriore tappa del disastro verso cui Il Sindaco, nonché assessore provinciale Pietro Riello, sta portando il paese. Con i voti favorevoli della maggioranza e con quelli contrari dell’opposizione si è approvata la vendita del terreno ERS alla Nova Edilitia a.r.l., legalmente rappresentata dall’ing. Oscar Sarpi. A seguire e, sempre con il consenso dei soli Consiglieri di maggioranza, si sono approvati lo schema di Convenzione tra Comune e Nova Edilitia a.r.l. e i criteri di assegnazione degli appartamenti.

A parere del Gruppo Consiliare dell’Unione Civica, le deliberazioni proposte e approvate dalla maggioranza sono un vero e proprio monumento all’irregolarità: una vergognosa sponda istituzionale alla speculazione e all’uso privatistico di risorse pubbliche.

Ci spieghino, il Sindaco e l’assessore Cappiello, come mai l’individuazione della Nova Edilitia a.r.l. come soggetto attuatore della cementificazione risale al 17/12/2007, mentre la legge regionale a cui essi si appellano per ordire questo scempio è del 28 dicembre 2009: cioè  successiva di ben due anni! Prima d’ora, non si era mai visto che un atto conseguente ad una legge fosse emanato ben due  anni prima della legge stessa! E’ un caso di preveggenza? O per la Nova Edilitia a.r.l. è un caso di predestinazione a dover legare i propri interessi a quelli dell’Amministrazione di Castel Morrone?  Perché a questa società di costruzioni è stato riservato questo privilegio da parte di Pietro Riello & Co.?  E’ una domanda a cui qualcuno dovrà dare risposta, davanti al paese e davanti ad ogni altra autorità ed istituzione interessati alla tutela della regolarità amministrativa.

Un vero capolavoro di sciatteria e confusione si è rivelata poi essere la Convenzione tra Comune e Nova Edilitia a.r.l., approvata nel prosieguo della seduta. La lacunosità della sua formulazione permetterà ai costruttori di disporre praticamente a piacimento dei tempi e dei modi di attuazione dell’intervento. Non è spiegato nemmeno in che modo il costruttore pagherà al Comune il terreno che gli è stato venduto. Pagherà in denaro, in appartamenti o in altro modo? Dalla convenzione non si capisce affatto!  E poi, se è vero che gli appartamenti invenduti possono essere affittati, quale sarà il tempo massimo passato il quale il costruttore ha l’obbligo di affittarli? E quali sono i criteri per stabilire una graduatoria tra coloro che li dovessero richiedere in affitto? E non sarebbe stato meglio riservare già per regolamento una quota di appartamenti da fittare a canoni sociali a famiglie indigenti? In quella finta Convenzione, adatta solo a consegnare un bene pubblico alla gestione arbitraria di un privato, questi ed altri elementi basilari non sono nemmeno accennati!  

Grazie alla complice accondiscendenza degli Amministratori e del gruppo di Consiglieri che docilmente li sorreggono, quel pezzo di Castel Morrone, ben 24.804,00 mq di meraviglioso verde, sta per essere messo nella disponibilità totale ed incontrollabile di qualcuno che potrà farne praticamente ciò che vorrà!

E che dire dei criteri per formare la graduatoria di assegnazione? Qualcuno dovrà spiegare ai cittadini di Castel Morrone e ad ogni altra autorità, che non mancheremo di interessare al caso, come mai degli appartamenti qualificati come frutto di Edilizia Residenziale Sociale possono essere acquistati da chiunque, senza limite alcuno di reddito!  Non è scandaloso che un soggetto di reddito elevato o elevatissimo,  senza alcun limite superiore prestabilito, possa essere ammesso all’acquisto di questi appartamenti? Non è scandaloso che non sia previsto esplicitamente che ogni singolo nucleo familiare possa acquistare non più di un solo appartamento?

Tutte queste nostre domande, sono state poste in modo chiaro alla maggioranza nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, ma non hanno ricevuto uno straccio di risposta, nessun chiarimento: zero assoluto!

A questo punto noi crediamo che tutto ciò non sia frutto del caso, ma sia la conseguenza di un piano preciso di qualcuno che ha messo gli occhi su una risorsa pubblica, preziosa e consistente e, col pretesto delle finalità sociali, intende farne un’occasione di speculazione.

L’Unione Civica ricorrerà ad ogni autorità preposta alla legalità e alla tutela del pubblico interesse per sventare questo piano scandaloso che Pietro Riello e i suoi si ostinano a voler portare a compimento!    

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di Redazione
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