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Napoli. Ecco le nomine clientelari di Bassolino e Iervolino

Hanno messo le mani sul Forum delle culture del 2013


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Hanno messo le mani sul Forum delle culture del 2013
18/02/2010, 14:02

NAPOLI - Lo hanno definito il blitz dell’ultim’ora prima di abbandonare il Palazzo. A 45 giorni dalle elezioni Regionali il sistema di potere che ha mal governato Napoli e la Campania mette in campo un’altra infornata di incarichi. L’obiettivo è sempre lo stesso: assicurare una prebenda in cambio dell’appoggio elettorale. La solita storia, un film già visto e rivisto. Gli attori, i protagonisti e le comparse: sempre gli stessi. Antonio Bassolino, Rosa Russo Iervolino e Sandra Lonardo Mastella. Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Partiamo dallo scandalo della fondazione “Forum delle culture”, la cabina di regia che dovrà gestire l’evento previsto a Napoli nel 2013. Lottizzazione allo stato puro. E, alla vigilia di una campagna elettorale, Bassolino ed il sistema di potere che gli gira attorno non hanno pensato nemmeno a salvare la faccia. Ormai non hanno paura più di niente e di nessuno. Ed i nomi non lasciano spazio all’interpretazione. A Mario Bologna, collaboratore di fiducia e potavoce del governatore, è stata affidata la poltrona di direttore generale della fondazione. Uno scandalo. “Il Mattino”, quotidiano di proprietà del potente costruttore e imprenditore Caltagirone, ha definito Bologna “mitico”. Un vero e proprio mito che testimonia, alla perfezione, il “modus-operandi” di un gruppo di potere che ha tenuto in ostaggio la Regione Campania, con il silenzio complice di gran parte dell'informazione, e non vuole mollare. Nicola Oddati, assessore alla Cultura della giunta Iervolino, è il presidente della Fondazione mentre nel consiglio d’amministrazione è stata assegnata una poltrona a Michele Scudiero, fedelissimo di Ciriaco De Mita, ed una a Gabriella Cundari, assessore regionale all’Urbanistica. Non sono dei benefattori. Gli stipendi che la Fondazione garantisce vanno dai 60mila euro ad un minimo di 17mila. Un altro affare, un altro business. A Napoli ed in Campania, come dimostrano le inchieste di questi anni che hanno tentato di smantellare il sistema di potere del centrosinistra, tutto diventa un affare, con sprechi di denaro pubblico, clientele e intrecci strani e pericolosi. Ora sanno che, almeno alla Regione, tra 45 giorni dovranno lasciare le stanze dei bottoni. Ne sono sicuri. E allora si passa all'attacco. E lo fanno nel loro stile, nel peggiore dei modi, tutelando i “figli del sistema” ai quali deve essere garantito   uno stipendio. Una lauta ricompensa per la fedeltà dimostrata in questi anni. Il Forum delle culture calza a pennello. Per garantire stipendi e incarichi da un lato e, dall'altro, soddisfare l'esigenza di tenere sotto controllo la kermesse. La devono gestire loro, attraverso uomini fidati, per evitare di disperdere ciò che hanno costruito sulla pelle dei cittadini e mortificando Napoli e la Campania in tutto il mondo.
Non si fidano nemmeno di Enzo De Luca, il quale se dovesse vincere le elezioni, sicuramente non avrebbe scelto figure e “mezze tacche” espressione del bassolinismo più puro. Ecco perché in fretta e furia hanno varato le nuove nomine per una manifestazione che si terrà nel 2013. Bastava attendere qualche settimana anche per garantire una “collaborazione istituzionale” che, dopo il blitz di Bassolino e della Iervolino, non ci sarà. Il governatore e la sindaca. Loro si che sono dei miti. Più di MArio Bologna. Lo dimostrano giorno dopo giorno. SI tratta di miti che resteranno nella storia perché autori di una delle pagine più brutte della politica e dell’amministrazione locale. Basta spulciare trai faldoni delle inchieste. Sarà semplice capire quale sistema deviato e quali dinamiche hanno controllato la Campania in questi anni. Sono saltate le regole, gli schemi. Il degrado politico e morale si è diffuso a macchia d’olio. I bravi sacrificati in nome e per conto del consenso, dei voti e degli affari.
E non è finita qui. All’appello non poteva mancare il presidente del consiglio regionale, Sandra Lonardo Mastella. La logica è sempre la stessa. Prima di lasciare il Palazzo un’altra ondata di incarichi per “amici e parenti”. Quattro decreti firmati, due dalla moglie dell’ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella, e due dal vicepresidente delegato Gennaro Mucciolo.
Hanno lottizzato, nel rispetto della tradizione, le poltrone del Cda dell’Istituto autonomo case popolari. Ad Avellino la Lonardo ha scelto il salernitano Vincenzo Mancini mentre a Napoli sono arrivate le nomine per Marilena De Simone, Antonella Grasso e Marco Fresa, quest’ultimo parente di Ugo De Flavis, esponente di spicco dell’Udeur. Il vicepresidente delegato, Gennaro Mucciolo, ha firmato la nomina di Roberta Inarta, fedelissima dei Verdi, nel forum della Gioventù regionale, insieme a Lidia Di Sarno.
Altra nomina, altro scandalo: la poltrona di difensore civico in Regione è stata affidata a Girolamo Sibilia, coinvolto nell’affaire “Five control”, l'inchiesta relativa agli appalti pilotati che ha messo nei guai il consigliere regionale Roberto Conte, accusato di aver favorito ditte collegate alla criminalità organizzata, ed in particolare al clan Misso, operante, all’epoca dei fatti, nel famigerato rione Sanità di Napoli.
Il centrosinistra prepara la resa. E’ finita un’epoca. Ma prima di archiviare un vergognoso capitolo, hanno messo a segno l’ultima puntata. Un vero e proprio blitz. Hanno messo le mani sul Forum della culture. Per loro anche questa occasione può diventare un affare di famiglia, un'occasione per racimolare soldi e voti. E poi parlano di questione morale.

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di Giovanni De Cicco
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