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Centinaia di intervistati confermano sfiducia e rabbia

I Casertani e la politica, un divorzio quasi totale


I Casertani e la politica, un divorzio quasi totale
18/09/2010, 14:09

CASERTA -  Sabato 16 settembre, ore 10:30: la Città di Caserta  si lascia calpestare già qualche ora da migliaia di cittadini indaffarati. Pochi i giovani in giro, pochissimi i turisti (che dopo aver visitato La Reggia, puntualmente, fuggono via). Per le strade delle sempre popolata via Mazzini riusciamo ad intervistare anche il sindaco Nicodemo Petteruti. Sui primi mesi dell'amministrazione regionale retta da Stefano Caldoro il primo cittadino di Caserta è lapidario:"Stasi totale".
Ma dello stesso immobilismo , sorte maligna, viene accusato anche lo stesso Petteretuti dalla stragrande maggioranza dei cittadini che passeggiano frettolosi ma ben disposti al dialogo. Uno di loro osserva:"Un sindaco che cammina per strade nemmeno viene salutato da chi lo incrocia direi che è emblamatico". Del resto le elezioni comunali si avvicinano, il clima è incandescente e molti commercianti e passanti dimostrano di essere arrivati ad un punto d'intolleranza praticamente totale. Parimenti nessuno dei quasi 300 intervistati, sa esprimere un giudizio anche solo sommario sull'operato dei vari politici casertani che ora siedono in Consiglio Regionale. Di questi ultimi nessuno sa (o vuol sapere) nulla. Ciò che si nota, dunque, è il totale distacco degli eletti dagli elettori; l'impressione comune che si percepisce in maniera innegabile è difatti quella stereotipa ma purtroppo spesso vera del politico pronto a comparire ovunque prima delle elezioni ed altrettanto abile nella dissimulazione perenne una volta ottenuti voti, poltrona e soldi.
E le lamentele non si limitano di certo solo ai vari, qualunquistici "sono apolitico" o "è tutto un magna magna". Chi parla dell'evanescenza di un classe politica lontana anni luce dalla cittadanza e totalmente incapace di svolgere decorosamente il proprio mandato fa esempi concreti: le strade cittadine devastare dalla buche, le zone pedonali dove le auto passano regolarmente, i parcheggi gratuiti sempre più rari, la valorizzazione del turismo che rasenta un impietoso zero ma, sopra ogni altra cosa, la lontananza della classe dirigente; spesso trincerata dietro continui "impegni istituzionali" e totalmente sorda alle richieste del cittadino comune ed anche delle associazioni.
A Caserta l'aria è pesante, l'amministrazione comunale non riesce ad ottenere un solo commento positivo; quella Provinciale galleggia tra giudizi sospesi poichè "è ancora troppo presto", qualche nota di merito ed accuse di avanescenza. Su Caldoro le opinioni sono molto diverse: c'è chi addirittura dice di non conoscerlo, chi lo boccia a prescindere perchè è di centro destra, chi analizza i movimenti positivi e negativi effettuati nel settore della sanità e chi, come per la Provincia retta dal neo eletto Domenico Zinzi, rimanda al prossimo futuro ogni considerazione dettagliata. Tra Piazza Mercato, Piazza Margherita, via Mazzini, Piazza Vanvitelli, via Alois e Via S.Giovanni gli unici giovani che sono disposti a parlare sono coloro che militano nei vari partiti; quasi impossibile trovare donne di mezza età disposte a dire la loro.
In generale, però, si nota una convergenza nel sentimento di repulsione nei confronti della classe politica. Professionisti, commercianti, pensionati, ex politici ecc: quasi tutti concordano con la bocciatura totale della macchina amministrativa. Ciò che trapela dalle dichiarazioni (e anche dalle fughe) dei numerosissimi passanti incrociati ed intervistati è un senso di esasperazione spesso schiacciante e, al contempo, il desiderio altrettanto forte di vivere e più diretta (sana) modalità d'interazione-azione tra elettori ed eletti.
Nel mare magnum delle incertezze, all'interno di una Regione che aumenta le tasse ma diminuisce drasticamente servizi e interventi di welfare, l'unica certezza che sembra far capolino è quella che riguarda l'ultima possibilità che il cialtronismo politico si è giocato alle scorse elezioni. Intere città sono state spolpate da decenni di pessima gestione e, adesso, non ci sono che le ossa indebolite di uno scheletro tra l'altro visibile già da tempo.
Di sicuro, chiunque vorrà candidarsi per le prossime competizioni elettorali, non potrà più emulare i suoi predecessori; né vivere di rendita per tutto il mandato dopo aver ottenuto clientelarmente il solito trono. Insomma: a Caserta e in Campania la "pacchia" è finita sul serio non tanto perchè la cittadinaza è stanca e totalmente sfiduciata ma, molto più pragmaticamente, perchè non c'è più nulla da "mangiare". Chi reggerà la città della Reggia nell'imminente futuro, dovrà pensare di lavorare sul serio. Idem per chi ora si trova a reggere Provincia e Regione.

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di Germano Milite
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