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I cittadini di Sant'Antimo: Non siamo razzisti


I cittadini di Sant'Antimo: Non siamo razzisti
14/02/2010, 17:02

“Ci accusano di essere razzisti ma in realtà non è affatto così, i fatti lo dimostrano”. Esordisce così il consigliere del comune di Sant’Antimo Corrado Chiariello alle pesanti accuse rivolte all’amministrazione comunale dall’associazione “3 Febbraio” nel corso dell’incontro tenutosi stamane presso le abitazioni poste sotto sequestro dall’autorità giudiziaria in via Sambuci. Una questione che sembra non avere più fine, solo perché strumentalizzata e portata avanti a spese di chi ha davvero bisogno di aiuto. “Non siamo razzisti siamo per l’integrazione fatta secondo legge, nel rispetto di tutte le norme – prosegue Chiariello – sono anni che le varie amministrazioni succedutesi, ed in particolare questa; perseguono politiche volte all’integrazione a volte anche supplementari a quelle nazionali. E testimonianza di ciò è sia l’associazione Daada Ghezo, uno sportello d’accoglienza per extracomunitari presente nel nostro comune; sia i vari aiuti e finanziamenti che il comune prevede per le attività commerciali presenti sul territorio gestite da extracomunitari nel pieno rispetto delle leggi. Siamo disposti, ed abbiamo tutta la volontà di accettare ed integrarci con persone appartenenti a diverse etnie, ma il tutto deve essere fatto nel pieno rispetto delle regole”. Dopo lo sgombero dello scorso Ottobre, degli 80 extracomunitari dai locali di via Sambuci perché risultati essere non idonei dal punto di vista igienico e strutturale; il sindaco Francesco Piemonte emanò un’ordinanza ai proprietari degli immobili in cui ordinava “l’inibizione all’uso abitativo dello stabile in via Vicoletto Sambuci nr. 09 costituito da 14 appartamenti”. A questa è seguita dal GIP di Napoli, la “convalida ed il sequestro preventivo operato dalla P.G.”. Dopodichè il sindaco ancora una volta a testimonianza della volontà di integrazione della sua amministrazione e della città tutta, a seguito di alcuni incontri con gli immigrati che dichiararono di aver provveduto a ripristinare le condizioni igieniche e di abitabilità mediante una missiva inviata al responsabile ASL NA 2, ed alle forze dell’ordine presenti sul territorio chiese di verificare che ci fosse stato almeno il ripristino dei requisiti minimi dal punto di vista igienico. Dopo aver effettuato i dovuti controlli l’ASL NA 2 invia però una risposta al sindaco nella quale si legge che “sebbene siano state effettuate pulizie sommarie, persistono in tutti gli immobili gravi carenze igienico – sanitarie, pertanto sono da considerarsi tuttora antigienici”. “A questo punto, nonostante tutti gli sforzi fatti e dopo aver dimostrato la nostra volontà di voler aiutare queste persone - aggiunge il vice sindaco Chiariello nonché assessore alle attività produttive - non possiamo fare altro che rispettare ed accettare il provvedimento di sequestro inviato dal GIP di Napoli. Voglio sottolineare ancora una volta che respingiamo le accuse di razzismo che ci sono state fatte, ribadendo che tali accuse sono state mosse da persone che non fanno altro che strumentalizzare un dramma. Infine è doveroso smentire la falsa notizia della nostra assenza durante la manifestazione di domenica mattina. Noi come amministrazione eravamo presenti, ma essendo quei locali posti sotto sequestro e quindi soggetti a dei sigilli; di certo non potevamo violarla. Quindi abbiamo ritenuto opportuno restare ad una certa distanza” conclude Chiariello.

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di Redazione
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