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I complimenti a richiesta dell'Ocse (ma anche dell'Fmi, Bce, ecc.) all'Italia


I complimenti a richiesta dell'Ocse (ma anche dell'Fmi, Bce, ecc.) all'Italia
11/05/2011, 11:05

Lunedì, l'Ocse ha dato il via libera alle misure economiche prese dall'Italia, in una conferenza stampa dove è stata prodiga di complimenti per il nostro Paese. Cosa che ha permesso al Ministro delle Finanze Giulio Tremonti di fare la solita lezioncina del cavolo, col ditino alzato e la erre moscia: "Se c'è una macchina con una famiglia dentro che è bloccata sui binari mentre sta arrivando il treno, ci sono le persone intelligenti che fanno il tifo per la famiglia e c'è chi fa il tifo per il treno. Dovete avere un po' di ottimismo".
Il punto è che l'ottimismo deve essere basato su qualcosa di solido, altrimenti è illusione. E nelle dichiarazioni dell'Ocse non c'è nulla di solido. Sono sempre disponibili a fare dichiarazioni di appoggio al governo - qualsiasi governo - ad una semplice condizione: che quel governo abbia colpito seriamente il welfare.
Vediamo perchè. Gli organismi economici internazionali (Ocse, Fmi, Bce, in generale le banche centrali, ecc.) sono formati da persone che sono legate ideologicamente alla cosiddetta "scuola di Chicago". Si tratta di una serie di teorie economiche che sono state la base del reganismo in economia. Prevedono una azione in più fasi. La prima fase è un taglio del welfare, che va cancellato o comunque ridotto ai minimi termini. Quindi via le pensioni, la scuola pubblica, la sanità pubblica, e via elencando. I soldi così risparmiati vanno utilizzati, secondo questa teoria, per tagliare le tasse ai più ricchi, che così moltiplicano i loro guadagni e in questo modo lasciano "passare" qualcosa verso il basso, permettendo ai piccoli imprenditori e ai lavori di guadagnare qualcosa. Naturalmente poi ci sono alcuni corollari: il lavoro deve essere il più precario possibile; i servizi del welfare vanno affidati a società private, in modo da diventare inaccessibili a gran parte della popolazione; bisogna avere una Polizia forte e molto numerosa, dato che questo sistema crea una forte criminalità.
Quindi, secondo gli organismi internazionali, questi sono i passi fodnamentali da fare. Infatti, le misure chieste (o meglio, che sono state ordinate) ai Paesi europei più indebitati sono state queste: taglio del welfare, precarizzazione del lavoro, privatizzazione di tutto il possibile. Il governo italiano si è posto stabilmente su questa strada: tra il 2008 e il 2013 (comprese quindi le previsioni) sono stati fatti tagli per oltre 70 miliardi di euro, colpendo esattamente tutto quello che vuole la scuola di Chicago: per le pensioni è stato adottato un sistema che sposta in avanti l'età pensionabile verso i 70 anni, senza che nessuno lo sappia (nel 2013 saranno necessari 66 anni, non più 65 per finire di lavorare; ma nessuno lo sa, le TV non ne parlano); per la scuola sono stati tagliati 8 miliardi e licenziati oltre 150 mila persone tra insegnanti e bidelli (quindi 150 mila precari in più); altri 3 miliardi ottenuti di risparmio sulle università nei prossimi anni; forti riduzioni nella spesa per la sanità pubblica, a cominciare dai farmaci e dalla chiusura di moltissimi ospedali. Il tutto però aumentando la spesa per sovvenzionare scuole ed ospedali privati e per l'esercito. In controtendenza (ma non deve stupire, vista la situazione personale di Silvio Berlusconi e la sua amicizia con personaggi come Marcello Dell'Utri) i tagli di 3 miliardi alla Polizia e di 3 miliardi e mezzo ai Tribunali. Inoltre c'è il blocco degli stipendi del pubblico impiego fino al 2014 e la promessa riduzione del personale, annunciata dal Ministro Renato Brunetta, di almeno 300 mila dipendenti pubblici entro il 2013.
Ecco perchè Tremonti può tranquillamente chiedere ai rappresentanti dell'Ocse, della Bce o dell'Fmi delle dichiarazioni pubbliche di stima. Non gli costano nulla. E visto che il governo italiano fa esattamente quello che loro vogliono, non c'è motivo di inimicarselo. Tanto sono solo parole.
Il fatto che le teorie economiche della scuola di Chicago provochino un impoverimento delle masse, non importa a nessuno. Il fatto che quelle teorie abbiano provocato la crisi in corso, nessuno lo dice; si dà la colpa alle banche e così si nasconde la realtà. E che dire dell'aumento della criminalità che queste misure provocano? Semplice, basta non parlarne. Così il governo si fa propaganda gratis, grazie al fatto che le TV al loro servizio danno massimo spazio a queste dichiarazioni fasulle. E la verità rimane sepolta sotto una montagna di menzogne.

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di Antonio Rispoli
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