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I deputati approvato la riforma del sistema Schengen

Importanti novità al Parlamento Europeo

I deputati approvato la riforma del sistema Schengen
13/06/2013, 17:18

Si è conclusa con importanti novità la Sessione Plenaria del Parlamento Europeo tenutasi a Strasburgo dal 9 al 12 giugno. In primis l’approvazione a larga maggioranza della riforma del sistema Schengen sulla libera circolazione di persone e merci. Il pacchetto di norme, già informalmente concordato con il Consiglio europeo, si compone di due regolamenti principali: il primo che istituisce il meccanismo di valutazione della conformità alle regole per far fronte a situazioni di emergenza; il secondo che modifica il codice frontiere di Schengen (Schengen Borners Code – SBC) e introduce regole comuni per la temporanea reintroduzione dei controlli alle frontiere interne in casi eccezionali.

“Proprio per ciò che concerne i controlli – spiega l’On. Aldo Patriciello - per la prima volta le squadre di ispettori potranno effettuare controlli senza preavviso per monitorare ogni tentativo di introdurre controlli illegali alle frontiere interne. Questi controlli interni saranno un’eccezione, basata su criteri obiettivi e per un numero limitato di tempo, visite di controllo a sorpresa, poi, saranno ammesse al solo fine di evitare gli abusi. Per questo si è ritenuto necessario modificare il codice di frontiere Schengen, proprio per stabilire cioè la reintroduzione di tali controlli straordinari, previsti per un periodo di 10 giorni per le situazioni di emergenza; 30 giorni fino a sei mesi in caso di minaccia alla sicurezza interna”.

L’aula di Strasburgo ha approvato anche il nuovo pacchetto sul diritto d’asilo. Nuove norme che riguardano il trattamento delle domande, i diritti dei richiedenti asilo, l’accesso della polizia al sistema Eurodac, quello cioè che raccoglie le impronte di chi richiede asilo al fine combattere terrorismo e criminalità organizzata, un sistema di allerta precoce in caso di crisi e la possibilità di trasferire i richiedenti asilo da un paese all’altro. “La regolamentazione attuale infatti non impone scadenze comuni per tali procedure – afferma Patriciello – per questo abbiamo bisogno di regolamentare meglio la materia; infatti il testo approvato applica una scadenza di sei mesi, salvo eccezioni particolari, alla gestione delle domande di asilo e impone altresì una formazione adeguata del personale che deve lavorare tali procedure”. Una regolamentazione che arriva dopo 10 anni dall’ultimo cambiamento apportato e che entrerà in vigore a metà 2015, mentre i trasferimenti potranno essere realizzati già a partire dal 2014.

Sempre in materia di diritti i deputati, nel corso della Plenaria, hanno approvato a larghissima maggioranza la relazione sul fondo europeo per gli indigenti che l’anno prossimo sostituirà il Programma di distribuzione alimentare e che, secondo i deputati, non deve essere sottoposto ai tagli. Strasburgo ha infatti chiesto di mantenere la dotazione di 3,5 miliardi di euro, prevista dal programma di distribuzione alimentare attuale, anche per il periodo 2014-2020 opponendosi alla proposta di Commissione e Consiglio che stabiliva tagli per circa un milione di euro. Una esigenza, quella di mantenere una dotazione economica alta, che i deputati hanno manifestato anche a fronte dei dati statistici secondo cui il numero di poveri in Europa tende ad aumentare; i fondi da stanziare, quindi, potrebbero alleviare gli effetti nefasti della crisi economia e sociale.

Infine, ma non per questo meno importante, la forte presa di posizione, soprattutto della delegazione PDL in seno al Parlamento europeo, contro il pacchetto di interventi contro la disoccupazione proposto dalla Commissione. “Crediamo – afferma Patriciello a margine – che il pacchetto proposto sia insufficiente a fronteggiare l’emergenza disoccupazione in Europa, soprattutto per i giovani fortemente colpiti dal problema. Per questo pensiamo che i sei miliardi di euro stanziati in bilancio per il periodo 2014-2020 siano limitati. Bisogna investire in occupazione, riprogrammando i fondi europei; oggi solo 16 miliardi di fondi, contro gli 82 a disposizione, sono stati riallocati in iniziative mirate alla lotta alla disoccupazione. Se vogliamo far fronte all’emergenza e sostenere la ripresa economica dobbiamo dare speranza e aiuto concreto ai cittadini soprattutto coloro che devono inserirsi nel mondo del lavoro. I giovani oggi non vedono un futuro prospero, dobbiamo fare in modo che proprio loro abbiano più fiducia in loro stessi, sostenendo le loro capacità, e nell’Istituzione comunitaria”. 

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di Redazione
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