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Napoli. Tazebao con le liste degli assunti "fuorilegge"

I disoccupati smascherano le clientele di Gabriele


I disoccupati smascherano le clientele di Gabriele
25/06/2010, 15:06

NAPOLI - Ancora una volta le inchieste di "Julienews" trovano riscontro nella difficile realtà quotidiana napoletana. Il 24 maggio abbiamo riportato la lista delle assunzioni clientelari fatte da Corrado Gabriele, durante la campagna elettorale, nell'Astir, una società regionale. Senza concorso. Senza prove selettive. Contratti e assunzioni a chiamata diretta in cambio del voto.
In questi giorni è toccato ai movimenti napoletani dei disoccupati organizzati scendere sul piede di guerra. Hanno tappezzato Napoli ed il centro direzionale, sede del Consiglio e degli assessorati, di manifesti con la lista "delle clientele di Gabriele", con tanto di nome, cognome e data di nascita degli assunti. Su questa vicenda l'assessore all'Urbanistica, Marcello Taglialatela, ha denunciato Gabriele del Pd alla Procura della Repubblica per voto di scambio. E poi c'è un altro dubbio. Le assunzioni sarebbero state fatte contro legge. Dopo il danno, pure la beffa. Ecco perchè oltre ai tazebao sulle clientele è apparso in città un altro manifesto: in bianco e nero. La foto di Gabriele ed una scritta a caratteri cubitali: "I burattini del potere". Firmato i disoccupati napoletani.
Nella photogallery allegata all'articolo i tazebao affissi a Napoli dai movimenti.

da www.julienews.it del 24.05.2010
NAPOLI – Un’altra grana per Corrado Gabriele, l’ex assessore al Lavoro e alla Formazione della giunta guidata da Antonio Bassolino. Ora col centrodestra al governo sarà possibile sbirciare nei faldoni custoditi negli uffici per tentare di “bonificare” alcuni settori chiave dell’amministrazione, utilizzati negli anni scorsi come serbatoi di clientele. Sullo sfondo sempre lo stesso sistema: spreco di soldi pubblici e raccomandazioni per racimolare denaro e voti.
L’ultima “querelle” riguarda, come detto, Corrado Gabriele e 38 assunti all’ “Astir”, società a totale capitale regionale, in piena campagna elettorale. Lo ha denunciato Marcello Taglialatela, parlamentare del Pdl e neo assessore all’Urbanistica dell’amministrazione di Stefano Caldoro. E’ tutto scritto in un articolato esposto presentato alla Procura della Repubblica di Napoli. “In data 16 aprile 2010 si è riunita - scrive Taglialatela - l’assemblea ordinaria dei soci della <Astir spa>, alla quale ha partecipato, su delega del presidente della Reione Campani Antonio Bassolino, l’assessore regionale Corrado Gabriele. In tale assemblea venivano adottate diverse decisioni, tra le quali quella di <manlevare l’amministratore unico, ingegnere Domenico Semplice, per eventuali carenze procedurali registrate nel corso della gestione sino>”. Primo punto. Il nome dell’amministratore unico della “Astir”, nominato dalla Regione guidata da Bassolino non deve passare inosservato. Domenico Semplice, ingegnere, ma soprattutto ex sindaco di Caivano (paese della provincia a nord di Napoli, ndr) dei Democratici di Sinistra e fedelissimo, sin dalla prima ora, proprio come Corrado Gabriele, di Antonio Bassolino. Semplice dopo il suo primo mandato di sindaco, si presentò agli elettori come candidato a primo cittadino del centrosinistra e non fu rieletto. A questo punto, “trombato” dagli elettori, è stato “recuperato” dal compagno Antonio Bassolino con incarichi e consulenze di miglia di euro. In questo caso, ricopre la carica di amministratore unico dell’ “Astir”. E guarda caso, l’assemblea del 16 aprile, con Gabriele delegato da Bassolino, si riunisce per sollevare da qualsiasi responsabilità l’amministratore unico della società “per eventuali carenze procedurali registrate nel corso della gestione”. Le chiamano carenze procedurali ma per il codice penale e per quello morale hanno un altro nome. E si capisce subito qual è l’obiettivo. Lo spiega sempre Taglialatela: “Tale deliberazione - scrive il neo assessore regionale del Pdl – assume un chiaro significato se la si pone in relazione agli atti posti in essere dall’amministratore unico della società, il quale, il giorno precedente, il 15 aprile 2010, ha stipulato contratti di lavoro a tempo determinato per la durata di due anni nei confronti di 38 persone”. I cui nominativi figurano nella photogallery, allegata al pezzo in “home page”, che racchiude tutti i documenti dello scandalo.
Non è finita qui. “Tali assunzioni – continua Taglialatela nella denuncia presentata in Procura - , perfezionate nei giorni immediatamente successivi alle elezioni regionali, alle quali concorreva lo stesso Corrado Gabriele, ma il cui iter era stato avviato in data antecedente alla tornata elettorale, appaiono potenzialmente ispirate dalla volontà dello stesso assessore (Gabriele, ndr) a conseguire un vantaggio in termini elettorali. Tale comportamento configura l’ipotesi di un reato qualificabile come voto di scambio”. Eppure la legge parla chiaro sulle assunzioni di personale presso le società in cui la partecipazione della Regione o degli enti pubblici regionali sia totalitaria o maggioritari. Bisogna attuare sempre procedure di selezione comparativa pubblica. Se ne sono fregati.
Insomma, al di là dell’attività della magistratura, c’è un problema legato alla trasparenza, ad una “questione morale” che coinvolge una parte del centrosinistra, quella direttamente coinvolta nel “sistema Bassolino”. Corrado Gabriele rappresenta la punta di un “iceberg”, l’emblema eclatante di un gruppo di potere che ha affossato la Campania, che ha avvelenato i “pozzi” prima di andare via, lasciando sul campo solo debiti causati dallo sperpero di denaro pubblico a scopo clientelare, affaristico ed elettorale. Sprecano soldi, distribuiscono poltrone e stipendi in cambio di voti.

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di Redazione
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