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Se Alfano crede di essere stato "impalmato", ha capito male

I falsi successori di Berlusconi


I falsi successori di Berlusconi
14/04/2011, 11:04

Parlando alla stampa straniera, Berlusconi ha parlato (cosa che comunque fa raramente) della sua successione. Ha indicato Gianni Letta al Quirinale, Angelino Alfano come Presidente del Consiglio e una propria candidatura come "padre nobile" del partito nel 2013. Mancava solo la dicitura del "fesso chi ci crede" ed era completo.
Passi per Letta al Quirinale, dove una persona a lui fedele non dispiace al Cavaliere. Ma l'ipotesi di mettere un'altra persona in un luogo di potere effettivo, non è nelle corde di Berlusconi. Trattandosi di una personalità paranoica e che usa il potere come una droga, e di cui ne è psicologicamente dipendente, non accetterà di cedere il potere, finchè è vivo e ha la capacità di agire. Neanche a favore di persone fedeli, che comunque per lui restano solo "apparentemente" fedeli.
Stabilito questo, perchè c'è questa investitura per Alfano? La risposta è semplice: per mantenere il proprio potere. Anche se l'immagine del premier in TV è sempre la stessa, l'età passa per tutti. Ed è evidente che il 72enne SIlvio Berlusconi è fisicamente molto diverso dal 55enne che si buttò in politica. Soprattutto otto anni di pessimo governo, i bunga bunga, e tutto il resto, ne hanno appannato l'immagine pubblica. Inoltre anche la forza fisica è fortemente declinata, così come la salute. E questo sta generando una forte lotta interna tra i vari sottoposti per ottenere il controllo del partito. E' sciocco chi pensa che Scajola stia minacciando la scissione solo per una poltrona. Quella serve subito per avere visibilità, ma conta di allungare le mani su tutto il piatto. Idem per gli ex An rimasti nella coalizione, a cominciare da La Russa. Allora, per indebolirli tutti, niente di meglio che creare un diverso bersaglio su cui lasciare che si concentrino attacchi e sgambetti interni. Et voilà: ecco Alfano. Che ha alcune caratteristiche che mancano agli altri. Innanzitutto è più giovane degli altri politici che guidano le varie cordate, quindi è un ottimo contraltare per il premier anziano e fa più paura, perchè se prende il controllo del partito, non lo lascia per un pezzo. Seconda cosa è del sud, e quindi costituisce un ottimo bersaglio anche per quella parte del partito legata a Tremonti e al secessionismo leghista. Terza cosa, è un avvocato, e quindi si dà più peso all'importanza della lotta alla magistratura condotta dal premier per evitare di essere processato.
Ma allora chi sarà il successore di Berlusconi? In teoria c'è una sola persona che possa farlo. Si chiama Marina Berlusconi. Perchè il Pdl, essendo un partito creato come una corte di una persona, ha bisogno di un nuovo "re", che abbia le stesse qualità del vecchio. E Marina è la persona adatta: arrogante, dura, e così via. Rispetto al padre manca dei problemi psicologici legati alla bassa statura di SIlvio, ma compensa adeguatamente con quella cattiveria tipicamente femminile. Il problema è che, allo stato, la politica è solo maschile. Le donne che pure ci sono (come Rosy Bindi) hanno un potere relativo o nessun potere; e comunque sono una minoranza del Parlamento. Questo significa che se Marina prende il posto del padre, dovrà crearsi una corte in grado di allontanare la vecchia corte; in caso contrario, ci sono rischi di durata. Una alternativa potrebbe essere usare il fratello Piersilvio come prestanome; cosa facile considerando la apparente debolezza - almeno per quel poco che si può vedere attraverso i mass-media - caratteriale.
Se questa sostituzione non riuscirà, ci sarà un cataclisma nella politica italiana. Perchè il Pdl a quel punto esploderà e si scinderà in una serie di micropartiti ad personam, ognuno dei quali con percentuali massime del 2, 3, 5%. Una parte è probabile che torni a destra, creando una aggregazione con La Destra di Storace o altri partiti simili. Il resto finirà per essere assorbito dal cosiddetto Terzo Polo, dando vita ad una riedizione della DC, sia pure in tono minore e di qualità inferiore. Ma una cosa del genere non sarà indolore. Anche il Pd subirà una forte attrazione: da una parte verso il Terzo Polo, che a quel punto sarà accresciuto (sempre che non si scinda a sua volta); dall'altra verso i partiti di sinistra, da parte di coloro che non vogliono abbandonare certi valori. Inoltre è facile immaginare che, sparito Berlusconi, Di Pietro finisca per spostarsi nella "zona politica" che gli è più congeniale: a destra. Finendo per trovarsi alleato di Fini o, al contrario, in competizione sullo stesso elettorato. Insomma, il rischio è di trovarci in due condizioni poco invidiabili: Una nuova edizione di pentapartito (magari allargato a 8, 10, 15 formazioni) oppure un totale caos politico.
Questo vuol dire che va bene Berlusconi? Dio ce ne scampi e liberi!!!!!!!!

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di Antonio Rispoli
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