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Bocchino:"Fini sta per lanciare una proposta"

I Finiani non lasciano (ancora) la maggioranza:"Decideremo a Perugia"


I Finiani non lasciano (ancora) la maggioranza:'Decideremo a Perugia'
02/11/2010, 21:11

ROMA - Ancora una volta un falso allarme: i finiani, al contrario di ciò che oramai anche i più scettici sembravano dar quasi per scontato, fanno sapere che non hanno intenzione di lasciare l'attuale maggioranza di governo e, sul possibile appoggio esterno, con Italo Bocchino fanno sapere:"Fini farà una proposta. Ci sarà una platea e a seconda delle reazioni decideremo".
Intanto, proprio oggi, i capigruppo di Fli alle Camere, Bocchino e Pasquale Viespoli e il viceministro, Adolfo Urso, hanno annunciato nella sede di Farefuturo la convention di Perugia prevista per il prossimo 6-7 novembre. Tutto sembra pronto, dunque, per la presentazione ufficiale del nuovo partito. Per il simbolo, oltre al tricolore di cui già si era data conferma, ci sarà anche il nome di Fini su sfondo azzurro; con l'indicazione del partito che invece campeggerà sul verde.
Fli decide così di continuare lungo il filo del rasonio, proponendo una politica del "ni" forse ancor peggiore di quella apertamente oltranzista dell'opposizione vera e propria. I segnali di rottura imminente e probabili inviati agli ex alleati, comunque, non mancano ed appaiono piuttosto eloquenti:"Sia alla Camera che al Senato ci sono i numeri - ha asserito infatti Viespoli - per sostenere un governo di stabilità parlamentare che porti a termine la legislatura". Subito dopo è Bocchino a lanciare l'ennesimo fendente all'esecutivo:"Il governo deve governare. Se Berlusconi non è in condizioni di farlo - spiega il finiano di ferro -, lo dica al paese, ai suoi alleati, al Parlamento. Non ci tengo a sostenere un governo che non si occupa dei problemi degli italiani".
E sulla imbarazzante e sempre più ricca di dettagli e retroscena questione Ruby? Il capogruppo di Fli alla Camera decide di prendere una posizione netta:"A noi non interessa nulla delle frequentazioni del premier e di come impegna il suo tempo libero. È evidente che la questione relativa ad eventuali presunte pressioni sulla questura di Milano per il rilascio e l'affidamento a una esponente politica che poi non si è occupata di questa ragazza che era fermata per un furto e che è in Italia in maniera irregolarmente ci preoccupa molto. E ci preoccupa molto perché non bisogna fare un uso disinvolto di un ufficio così importante come quello di presidente del Consiglio".
Insomma: l'ennesima bacchettata sulle mani del Premier è servita ed è, ancora una volta, pubblica e disinvolta. La decisione definitiva sull'eventuale ritiro del gruppo finiano dall'esecutivo, come intuibile, dipende quindi dagli sviluppi dell'intricata vicenda collegata alla minorenne marocchina. Tutto sta a comprendere il ruolo effettivo e reale del Cavaliere anche se, per ora, testimonianze incrociate ed ammissioni a mezza bocca sembrano parlare abbastanza chiaramente. Qualora Berlusconi risultasse coinvolto in vicende istituzionalmente poco decorose, allora, il ministro delle politiche comunitarie Andrea Ronchi, il viceministro allo Sviluppo economico, Adolfo Urso e i sottosegretari Roberto Menia (Ambiente) e Antonio Buonfiglio (Politiche agricole), tutti e quattro ancora "superstiti" all'interno della maggioranza targata Pdl, dovrebbero finalmente decidersi ad abbandonare ogni tipo di appoggio interno ai berlusconiani.
Quello di Perugia, dunque, sarà quasi certamente un incontro cruciale che, però, attende la precedente direzione nazionale del Pdl. In quell'occasione, difatti, Il presidente del Consiglio sarà costretto ad affrontare tutti i temi e gli scontenti interni al partito che fino ad oggi sono stati liquidati con qualche infelice battuta o con qualche solenne promessa. Proprio a tal proposito, D'Urso ha ricordato che gli uomini del presidente della Camera attendono ancora impazienti "le risposte del governo sull'agenda di riforme concordata solennemente con il voto di fiducia".
A quel punto, se le risposte non arriveranno o non saranno soddisfacci ed Fli continuerà sul linea tentennante, saranno i sostenitori dell'ex leader di An ad essere sotto accusa e a dover rispondere alle domande dell'elettorato sano di centrodestra; sicuramente stufo di tattiche, inganni e colpi di scena a metà tra il patetico e lo sconfortante.

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di Germano Milite
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