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Il Pdl potrebbeperdere la maggioranza alla Camera

I finiani pronti al gruppo autonomo. Governo a rischio?


I finiani pronti al gruppo autonomo. Governo a rischio?
29/07/2010, 15:07

ROMA - Non sarebbero rimasti a guardare, i finiani, di fronte alla prospettiva, annunciata per giovedì sera verso le 20, di una espulsione di massa dal Pdl. E così avrebbero trovato rapidamente i 20 firmatari necessari per la richiesta di creare un nuovo gruppo alla Camera dei Deputati. I deputati sarebbero: Bocchino, Briguglio, Granata, Raisi, Barbareschi, Proietti, Divella, Buonfiglio, Barbaro, Siliquini, Perina, Angela Napoli, Bellotti, Di Biagio, Lo Presti, Scalia, Conte, Della Vedova, Urso, Tremaglia, Esti, Bongiorno, Paglia, Lamorte, Rubens, Menia, Angeli, Ronchi, Moffa, Cosenza, Patarino. Una trentina di deputati e - come si può notare - non tutti ex Alleanza Nazionale.
Ma è proprio qui che subentrano i problemi per il governo. Infatti i deputati della maggioranza alla Camera sono 341, compresi Ministri, sottosegretari e Presidente del Consiglio; la maggioranza assoluta sono 316 deputati. Quindi togliere una trentina di deputati a quei 341 significa far scendere il numero sotto la soglia della maggioranza assoluta. E questo metterebbe il governo a rischio, vista la propensione a mettere la fiducia ad ogni provvedimento. Infatti, i deputati dell'Udc e del Pd dovrebbero cominciare a collaborare molto attivamente per sostenere il governo Berlusconi, in maniera più evdiente di come abbiano fatto finora. Non basterà qualche assenza strategica, dato che la cinquantina di deputati presenti nel governo renderà quasi impossibile una loro permanenza continua in aula. E quindi sarà difficile per la maggioranza avere più di 300 deputati in aula; mentre l'opposizione potrebbe arrivare a schierarne 320, se trovasse un accordo. Al senato la pattuglia dei finiani dovrebbe essere più ridotta, ma sufficiente per avvicinare la maggioranza al limite dei 162 senatori, maggioranza assoluta (senatori a vita compresi). Qui quindi si rischia un governo che magari deve sperare che nessuno abbia un acciacco dell'età o che i senatori a vita collaborino.

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di Antonio Rispoli
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